6 Ottobre 2026, martedì
HomeItaliaPoliticaViolenza al Pronto Soccorso di Ciriè, Unia (M5S): “Serve una risposta politica...

Violenza al Pronto Soccorso di Ciriè, Unia (M5S): “Serve una risposta politica unitaria per proteggere chi cura”

Dopo l’ennesimo episodio di aggressione al personale sanitario, il consigliere regionale Alberto Unia sollecita la Giunta piemontese a un confronto strutturato con le forze dell’ordine. L’assessore Riboldi illustra le misure già adottate e i progetti in corso per garantire sicurezza negli ospedali.

Il pronto soccorso dell’ospedale di Ciriè è tornato al centro della cronaca per un grave episodio di violenza: il 30 settembre 2025 un uomo ha tentato di colpire medici e infermieri, costringendo all’intervento immediato delle forze dell’ordine. L’episodio, purtroppo non isolato, riaccende i riflettori su una questione che da tempo allarma il mondo della sanità: la sicurezza di chi lavora in prima linea.

Sulla vicenda è intervenuto il consigliere regionale del Movimento 5 Stelle, Alberto Unia, che ha depositato un’interrogazione alla Giunta per chiedere quali iniziative siano state avviate dalla Regione Piemonte per affrontare in modo sistemico il problema e prevenire il ripetersi di simili aggressioni. “È indispensabile – ha dichiarato Unia – che la politica trovi una posizione comune e condivisa per garantire tutela e rispetto a medici, infermieri e operatori sanitari. Non si può continuare a reagire solo dopo i fatti, serve una strategia chiara e condivisa”.

A rispondere è stato l’assessore regionale alla Sanità Alessandro Riboldi, che ha illustrato le azioni messe in campo dal Piemonte. Il 3 giugno 2025 – ha spiegato – la Regione ha avviato un monitoraggio in tutte le Aziende Sanitarie Regionali (ASR) per verificare la presenza di misure di sicurezza e prevenzione degli atti di violenza ai danni del personale sanitario. Un passo che si inserisce in un piano più ampio di interventi organizzativi e strutturali.

Il 16 giugno 2025, inoltre, è stato aggiornato il “Progetto Accoglienza e Umanizzazione in Pronto Soccorso”, che prevede la presenza di un referente dedicato alla gestione dei conflitti con gli utenti e l’introduzione della figura dell’assistente di sala d’attesa, individuata tra i volontari accreditati a livello nazionale e regionale. Questo ruolo, ha sottolineato Riboldi, mira a mediare le relazioni tra operatori sanitari e cittadini, contribuendo a ridurre la tensione e a migliorare il clima nei reparti di emergenza.

Per quanto riguarda nello specifico l’ASL TO4, di cui fa parte l’ospedale di Ciriè, l’assessore ha ricordato che sono già stati realizzati diversi interventi di tutela: dall’installazione di impianti di videosorveglianza alla presenza di un servizio di vigilanza non armato, fino all’intensificazione dei controlli da parte delle forze dell’ordine.

Ma non basta. Riboldi ha annunciato che è in corso la gara d’appalto per l’introduzione di guardie armate in tutti i pronto soccorso aziendali del Piemonte. L’aggiudicazione, ha precisato, è prevista entro la fine dell’anno.

“Garantire la sicurezza degli operatori sanitari – ha concluso Unia – non è solo un dovere istituzionale, ma un segnale di rispetto verso chi ogni giorno si prende cura dei cittadini, spesso in condizioni difficili e con risorse limitate. È il momento di passare dalle parole ai fatti e di costruire, insieme, una politica regionale della sicurezza sanitaria che unisca tutte le forze politiche”.

L’episodio di Ciriè, come molti altri in tutta Italia, testimonia quanto il problema delle aggressioni in corsia sia ormai una vera emergenza sociale. La risposta delle istituzioni, dunque, non può più essere episodica, ma deve diventare parte integrante di una strategia strutturata, capace di proteggere chi salva vite.

Sponsorizzato

Ultime Notizie

Commenti recenti