7 Ottobre 2026, mercoledì
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Calabria al voto per le Regionali: affluenza in lieve crescita, sfida Occhiuto-Tridico al centro del confronto politico

Urne aperte fino a lunedì pomeriggio: in palio la guida della Regione. Il centrodestra punta alla riconferma con il presidente uscente Roberto Occhiuto, il centrosinistra rilancia con Pasquale Tridico. Alle 19 affluenza al 23,12%, in leggera crescita rispetto al 2021.

La Calabria è tornata alle urne per eleggere il presidente della Giunta e rinnovare il Consiglio regionale. Un appuntamento politico cruciale, che cade in un contesto nazionale denso di significati e che può contribuire a delineare gli equilibri del Paese nei prossimi mesi. I seggi sono aperti da domenica mattina e lo resteranno fino alle ore 23. Le operazioni di voto proseguiranno anche lunedì 6 ottobre, dalle 7 alle 15, quando inizieranno subito dopo le operazioni preliminari gli scrutini per la conta definitiva dei voti.

A contendersi la guida della Regione sono principalmente due candidati: il presidente uscente Roberto Occhiuto, espressione del centrodestra e sostenuto da Forza Italia, Lega e Fratelli d’Italia, e Pasquale Tridico, candidato del centrosinistra, economista di formazione ed ex presidente dell’INPS. Una sfida che si preannuncia tesa, con Occhiuto deciso a consolidare il lavoro avviato nel primo mandato e con Tridico pronto a raccogliere la sfida della discontinuità, rilanciando una visione alternativa per la Calabria.

Secondo i dati forniti dal sito ufficiale del Ministero dell’Interno, alle ore 19 di domenica l’affluenza si è attestata al 23,12%, in leggero aumento rispetto alla stessa fascia oraria delle elezioni regionali del 2021, quando era stata registrata una partecipazione del 22,81%. Un incremento modesto, ma comunque significativo in una regione storicamente afflitta da un alto tasso di astensione.

Catanzaro guida l’affluenza, resta il nodo della partecipazione

La provincia con il maggiore afflusso di elettori è stata finora quella di Catanzaro, dove il dato si attesta al 25,55%. Più bassa, invece, la partecipazione nelle altre province, ma in generale il trend è in linea con l’andamento nazionale delle ultime consultazioni, che vedono un calo strutturale della partecipazione popolare alla vita politica e istituzionale.

A pesare sul voto, come spesso accade in Calabria, è il tema dell’astensionismo, che si conferma come uno dei principali fattori di incertezza. Nonostante l’affluenza in leggera crescita rispetto al passato, la soglia di partecipazione resta bassa rispetto alla media nazionale, e il rischio concreto è che una larga fetta di elettori scelga di non esprimersi, contribuendo a ridurre la legittimazione democratica del risultato.

Una sfida politica dal peso nazionale

La consultazione calabrese si inserisce in un calendario elettorale che ha già visto la vittoria del centrodestra nelle Marche, e che rappresenta un banco di prova importante per gli equilibri tra le forze di governo e opposizione. Per Fratelli d’Italia, Forza Italia e Lega, una riconferma di Occhiuto rafforzerebbe la narrativa della continuità e dell’efficacia amministrativa. Per il centrosinistra, invece, l’obiettivo è quello di rimettere in discussione la leadership del centrodestra nei territori, dopo un periodo segnato da risultati elettorali altalenanti a livello locale.

Non meno rilevante è la figura di Tridico, la cui candidatura è stata fortemente voluta da una parte del centrosinistra per coniugare competenza tecnica e radicamento territoriale. Economista apprezzato, ex presidente dell’INPS durante la pandemia e figura considerata indipendente dai partiti tradizionali, Tridico ha impostato una campagna elettorale incentrata su lavoro, sanità e lotta alle disuguaglianze, temi particolarmente sensibili in una regione dove la precarietà e l’emigrazione giovanile continuano a rappresentare emergenze sociali.

Occhiuto in cerca di continuità, Tridico punta al cambiamento

Roberto Occhiuto, invece, ha fatto leva sui risultati ottenuti nel suo primo mandato: dalla gestione dei fondi del PNRR alla riorganizzazione della sanità regionale, passando per gli interventi infrastrutturali e la promozione del turismo. Il presidente uscente ha costruito la sua campagna su una narrativa di rilancio e stabilità, sottolineando i passi avanti compiuti e indicando come prioritario il completamento delle riforme avviate.

Il duello tra i due candidati principali si è svolto in un clima tutto sommato composto, senza toni eccessivi ma con un confronto sostanziale su temi centrali per il futuro della Calabria. Entrambi hanno evitato polemiche nazionali e si sono concentrati sulle questioni regionali, consapevoli che gran parte del consenso si gioca sulla capacità di proporre soluzioni credibili a problemi strutturali irrisolti da decenni.

Gli altri candidati e il ruolo delle liste

Al di là della sfida tra Occhiuto e Tridico, sono presenti anche altri candidati alla presidenza, espressione di formazioni minori o civiche. Sebbene con possibilità di successo molto limitate, queste candidature rappresentano voci alternative e spesso portano avanti istanze specifiche di carattere territoriale o sociale.

Particolare attenzione merita anche la partita delle liste: il sistema elettorale regionale calabrese, con soglia di sbarramento e premio di maggioranza, rende determinanti i voti di lista non solo per la composizione del Consiglio, ma anche per l’effettiva governabilità futura. Per le forze politiche, dunque, l’obiettivo non è soltanto eleggere il presidente, ma anche conquistare un margine ampio di rappresentanza per pesare concretamente nella futura azione amministrativa.

Verso lo spoglio: occhi puntati su lunedì pomeriggio

Lo spoglio inizierà immediatamente dopo la chiusura dei seggi, lunedì alle ore 15. I primi risultati significativi sono attesi nel tardo pomeriggio o in serata, salvo ritardi nelle operazioni di scrutinio. L’attenzione sarà rivolta in particolare ai dati delle province più popolose – Cosenza, Reggio Calabria e Catanzaro – che potranno fornire un’indicazione chiara sulla direzione del voto.

Qualunque sarà l’esito, la consultazione calabrese rappresenta una tappa importante nel percorso politico dell’Italia, non soltanto per la Calabria ma per il quadro nazionale, soprattutto in vista delle sfide politiche e amministrative dei prossimi mesi.

La partita resta aperta, ma un dato è già certo: in una terra che spesso ha faticato a trovare stabilità e visione politica, il voto di queste ore è un’occasione per ridare centralità al ruolo della Regione e per rilanciare un progetto di sviluppo sostenibile e inclusivo. Tocca ora agli elettori fare la propria parte.

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