7 Ottobre 2026, mercoledì
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Rai, Ruotolo (PD) contro Gasparri: “Basta atteggiarsi a censore. Piena solidarietà a Lucia Goracci”

Il responsabile Informazione del Partito Democratico difende la giornalista Rai dopo le critiche del senatore di Forza Italia. “Non spetta a lui giudicare il lavoro di professionisti, l’informazione è presidio di democrazia”.

Sandro Ruotolo, responsabile Informazione della segreteria del Partito Democratico ed europarlamentare, interviene con parole nette in difesa di Lucia Goracci, storica inviata Rai finita al centro delle polemiche sollevate da Maurizio Gasparri. Il senatore di Forza Italia, noto per le sue prese di posizione sul servizio pubblico, aveva infatti criticato la giornalista, accusandola di mancanza di professionalità.

Una presa di posizione che Ruotolo respinge con forza, sottolineando come non spetti a un politico trasformarsi in arbitro del giornalismo. “Ma può un vecchio politico come Maurizio Gasparri interpretare per tutta la sua seconda vita – dopo la fiamma tricolore è passato a Forza Italia – il ruolo di censore? Emette da sempre pagelle e sentenzia sulla mancata professionalità di professionisti con la P maiuscola della Rai come ha fatto oggi con Lucia Goracci?”, si legge nella nota diffusa dall’esponente democratico.

Ruotolo accusa Gasparri di assumere sistematicamente atteggiamenti di delegittimazione verso giornalisti e giornaliste, trasformandosi di fatto in un “critico televisivo” senza averne titolo. “Siamo stanchi di essere costretti a intervenire pubblicamente sulle pulsioni censorie del senatore Gasparri. Lui non è un critico televisivo, non può minacciare giornaliste e giornalisti. Forse non sa che l’informazione è il cane da guardia della democrazia”, prosegue l’eurodeputato del PD.

A Lucia Goracci, storica inviata di guerra e volto di punta del giornalismo Rai, Ruotolo esprime così la piena solidarietà. La giornalista, con una carriera segnata da reportage in aree di conflitto e dalla capacità di raccontare con rigore e sensibilità contesti complessi, rappresenta uno dei punti di riferimento dell’informazione pubblica italiana. Le sue inchieste e i suoi reportage hanno ricevuto riconoscimenti a livello nazionale e internazionale, consolidando la sua reputazione di professionista indipendente e rigorosa.

Maurizio Gasparri, dal canto suo, è noto da decenni per le sue tensioni con il servizio pubblico radiotelevisivo. Ex esponente di spicco del Movimento Sociale Italiano, passato poi a Forza Italia, Gasparri ha spesso assunto toni critici e giudiziari nei confronti della Rai e dei suoi giornalisti, denunciando presunti favoritismi e mancanze di equilibrio nei palinsesti. La sua figura è simbolo di una lunga tradizione di scontri tra politica e servizio pubblico, che in Italia ha spesso messo sotto pressione l’autonomia dei professionisti dell’informazione.

L’episodio odierno non è dunque isolato: riapre il dibattito sulla tutela dei giornalisti e sul ruolo della politica nella gestione del servizio pubblico. In un Paese dove la pressione politica sull’informazione resta una questione centrale, la vicenda Goracci-Gasparri richiama l’attenzione sull’importanza di salvaguardare l’indipendenza dei media e il diritto dei cittadini a un’informazione libera e autorevole.

“Questa non è solo una questione personale – conclude Ruotolo – ma un principio fondamentale per la democrazia. L’informazione è un presidio, non un bersaglio politico”.

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