14 Ottobre 2026, mercoledì
HomeItaliaCronacaIl grano vale meno di un caffè: Coldiretti Calabria in piazza a...

Il grano vale meno di un caffè: Coldiretti Calabria in piazza a Palermo contro le speculazioni sul made in Italy

Prezzi sotto i costi di produzione, terre lasciate incolte, giovani costretti a rinunciare all’agricoltura: la Calabria in prima linea nella mobilitazione di Coldiretti contro l’invasione di grano straniero e le distorsioni del mercato.

Un caffè in cambio di quattro chili di grano. È questa la paradossale misura del valore riconosciuto oggi a uno dei prodotti simbolo dell’agricoltura italiana, piegato da dinamiche di mercato che favoriscono le importazioni a basso costo e penalizzano il lavoro degli agricoltori. Lo denuncia con forza Coldiretti Calabria, che domani – 26 settembre – sarà a Palermo con una nutrita delegazione per partecipare alla grande mobilitazione organizzata dall’associazione nazionale contro le speculazioni che, denuncia il sindacato agricolo, stanno mettendo a rischio il futuro del “Granaio Italia”.

“Oggi un produttore deve vendere oltre quattro chili di grano per pagarsi un semplice caffè”, afferma Franco Aceto, presidente di Coldiretti Calabria. Una cifra che fotografa lo squilibrio tra lavoro e remunerazione, aggravato da una filiera alterata da importazioni massicce di prodotto estero, spesso meno controllato e soggetto a standard qualitativi diversi da quelli imposti ai produttori italiani. “I prezzi del grano sono troppo bassi, gli agricoltori lavorano in perdita e molti sono costretti a rinunciare alle semine. I terreni restano incolti, con il rischio di desertificazione di vaste aree, soprattutto nel Sud, e un impatto devastante su ambiente, economia e occupazione”.

Nel mirino di Coldiretti anche gli accordi commerciali internazionali che, secondo Aceto, stanno favorendo l’invasione di grano straniero. “Gli arrivi di grano canadese sono raddoppiati, grazie al dazio zero concesso al Canada dall’Unione Europea. Si tratta di un’invasione che sta distruggendo i prezzi del grano italiano e che solleva anche gravi interrogativi sanitari: il grano canadese viene fatto maturare con il glifosato, una sostanza vietata in Italia. L’Europa dovrebbe garantire che tutti i prodotti che entrano nel mercato europeo rispettino le stesse regole che valgono per i produttori italiani”.

Non si tratta solo di numeri e bilanci aziendali, ma di una vera e propria emergenza territoriale. La Calabria – evidenzia Coldiretti – conta attualmente 4.193 aziende agricole impegnate nella coltivazione del frumento duro, su una superficie complessiva di 23.937 ettari. Una realtà produttiva che oggi rischia il ridimensionamento strutturale, a causa di dinamiche economiche che rendono non sostenibile l’attività agricola.

A farne le spese sono in particolare i giovani agricoltori, che avevano scelto di scommettere sulla terra e sulla filiera del grano per la pasta 100% italiana. “Molti giovani hanno preso in mano le redini dell’azienda di famiglia, o hanno deciso di iniziare da zero, investendo in innovazione, sostenibilità e qualità. Ma in queste condizioni, viene tolta loro ogni prospettiva di futuro. E così tornano a crescere l’abbandono delle campagne e l’emigrazione, mentre scompare un patrimonio di competenze e cultura agricola”.

Dietro la mobilitazione c’è anche un forte richiamo alle istituzioni, nazionali ed europee. “Serve un intervento immediato per restituire equità al mercato e garantire la sopravvivenza del settore cerealicolo italiano”, è l’appello che Coldiretti lancia con forza da Palermo. “Non è più tollerabile che le nostre imprese agricole siano lasciate sole a fronteggiare speculazioni e dumping commerciale. Il futuro del grano italiano – e con esso il futuro di interi territori – passa da scelte politiche urgenti e coraggiose”.

La mobilitazione, che vedrà la partecipazione di delegazioni da tutte le regioni del Sud, segna una nuova fase della battaglia di Coldiretti per la tutela del made in Italy agricolo, già oggetto nei mesi scorsi di appelli, iniziative pubbliche e confronti con i candidati alla guida delle regioni meridionali. In Calabria, proprio in occasione delle recenti elezioni regionali, l’organizzazione aveva presentato il programma “La Calabria che vogliamo”, una piattaforma articolata di proposte per lo sviluppo sostenibile e la valorizzazione del sistema agroalimentare calabrese.

Ma ora il tempo degli appelli è finito. La piazza di Palermo rappresenta una chiamata all’azione. Per dire che il grano italiano non è una merce qualsiasi, e che dietro ogni spiga ci sono famiglie, imprese, territori e identità. E per chiedere che il lavoro degli agricoltori torni ad avere dignità e valore, contro una concorrenza sleale che rischia di svuotare il cuore produttivo del Paese.

Sponsorizzato

Ultime Notizie

Commenti recenti