6 Ottobre 2026, martedì
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Il Papa: “La Terra Santa dilaniata da odio e violenza, ma la speranza non può spegnersi”

Francesco esorta le Carmelitane Scalze: “La vostra preghiera silenziosa è un faro nei luoghi feriti dal conflitto”

Città del Vaticano – Un appello vibrante alla pace in Medio Oriente, che suona come una ferita ancora aperta nel cuore della Chiesa e dell’umanità. Nel corso di un’udienza concessa a numerose religiose di diversi Capitoli, Papa Francesco ha rivolto parole intense alle Carmelitane Scalze di Terra Santa, richiamando l’urgenza di mantenere viva la speranza in una regione devastata da conflitti, violenza e divisioni.

“Anche ai nostri giorni, c’è bisogno di donne generose – ha detto il Pontefice –. In proposito, permettetemi di rivolgere un particolare saluto alle sorelle Carmelitane Scalze di Terra Santa, qui presenti: è importante ciò che state facendo, con la vostra presenza vigile e silenziosa in luoghi purtroppo dilaniati dall’odio e dalla violenza, con la vostra testimonianza di abbandono fiducioso in Dio, con la vostra costante invocazione per la pace”.

Parole che si intrecciano con l’attualità drammatica del conflitto in corso, in cui la Terra Santa resta epicentro di tensioni e di sofferenze indicibili. Per il Papa, la presenza delle religiose non è solo un segno di resistenza spirituale, ma un argine al rischio dell’assuefazione: un richiamo a non cedere alla rassegnazione davanti alla spirale di sangue.

“Vi accompagniamo con la nostra preghiera – ha proseguito Francesco – e, anche attraverso di voi, ci facciamo vicini a chi soffre. Grazie a tutte voi, sorelle, per il bene che fate in tanti Paesi del mondo e in tanti contesti diversi”.

Il riconoscimento alle Carmelitane, che da secoli testimoniano con il silenzio e la preghiera il volto contemplativo della Chiesa, si inserisce in un discorso più ampio: quello del ruolo decisivo delle comunità religiose femminili nei luoghi di crisi. La loro vita nascosta, spesso ai margini delle cronache, diventa un pilastro di resistenza interiore, una forza discreta che nutre la speranza e che il Papa ha voluto sottolineare con gratitudine.

Non è la prima volta che Francesco richiama l’attenzione sul dramma della Terra Santa. Già in altre occasioni aveva denunciato la “tragedia infinita” dei popoli che abitano quella terra, invocando un cessate il fuoco e sollecitando la comunità internazionale a un impegno concreto per una soluzione giusta e duratura. Ma questa volta, accanto all’appello, ha voluto mettere in risalto la forza mite e perseverante delle suore che vivono quotidianamente in quelle terre martoriate.

In un tempo segnato da tensioni crescenti e da una pace che sembra sempre più lontana, il messaggio del Papa si configura come una bussola: la pace non è soltanto il frutto della diplomazia e dei negoziati, ma anche della costanza di chi, lontano dai riflettori, continua a pregare e a testimoniare che l’odio non è mai l’ultima parola.

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