6 Ottobre 2026, martedì
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Verstappen re di Baku: pole tra caos e bandiere rosse. Ferrari affondate, Sainz illude con la Williams

Qualifiche infinite e spettacolari in Azerbaijan: sei interruzioni, record storico. L’olandese tiene i nervi saldi e strappa la pole. Leclerc e Piastri a muro, Norris spreca l’occasione.

Le qualifiche del Gran Premio d’Azerbaijan resteranno negli annali della Formula 1 non solo per l’esito sportivo, ma per il loro andamento caotico e senza precedenti. Dopo due ore di colpi di scena, incidenti e interruzioni, Max Verstappen ha conquistato la pole position con il tempo di 1’41’’117, beffando Carlos Sainz e ribadendo ancora una volta la sua capacità di mantenere lucidità e velocità quando la pressione è al massimo.

La sessione sul cittadino di Baku è stata tutto fuorché lineare: sei bandiere rosse complessive, mai accaduto prima nella storia della Formula 1, hanno scandito un pomeriggio di tensione e attese. Il precedente primato – cinque interruzioni a Imola nel 2022 e a Interlagos nel 2024 – è stato superato in una qualifica che ha messo a dura prova team e piloti.

Un Q1 già movimentato

Il caos è iniziato presto. Nella prima parte delle qualifiche Alexander Albon e Nico Hulkenberg hanno perso il controllo delle loro monoposto, provocando le prime due bandiere rosse. A sorpresa, Lando Norris si è imposto con il miglior tempo, mentre hanno salutato la compagnia Colapinto (a muro nel finale), Hulkenberg, Ocon, Gasly e lo stesso Albon.

Ferrari in affanno già nel Q2

La seconda fase ha confermato le difficoltà Ferrari, incapaci di portare in temperatura le gomme. L’incidente di Oliver Bearman ha aggiunto un’ulteriore interruzione, ma la notizia più pesante è stata l’eliminazione di Lewis Hamilton, solo dodicesimo dopo un giro incompleto. Charles Leclerc, con grande fatica, ha invece centrato l’accesso al Q3, sfruttando le mescole medie. Con lui sono passati Verstappen, Norris, Piastri, Sainz, Lawson, Hadjar, Russell, Antonelli e Tsunoda.

Q3: dall’illusione Sainz al colpo di Max

La fase decisiva ha visto subito l’errore che ha cambiato il destino della Ferrari: Leclerc, a caccia della quinta pole consecutiva, è finito a muro, relegato al decimo posto in griglia e costringendo il team a fare i conti con possibili riparazioni pesanti. A quel punto Carlos Sainz, con una Williams sorprendentemente competitiva, si è issato al comando, sperando che l’arrivo della pioggia potesse congelare le posizioni.

Ma la pista bagnata ha mietuto un’altra vittima illustre: Oscar Piastri, anche lui a muro, ha causato la sesta bandiera rossa e fissato il record assoluto. Nel finale, con pochi minuti e un solo tentativo a disposizione, Verstappen ha sfoderato la precisione che lo contraddistingue, strappando la pole davanti a Sainz per quasi mezzo secondo di margine.

La nuova griglia di Baku

Alle spalle del campione del mondo, che partirà dalla prima casella, ci sarà proprio Sainz con la Williams. La seconda fila è stata conquistata da due outsider: Lawson (+0.590) e Antonelli (+0.600), entrambi autori di prove convincenti. Poi Russell e Tsunoda, mentre Norris non ha sfruttato l’ultima occasione ed è rimasto soltanto settimo (+1.122). A completare la top ten, Hadjar (+1.255), Piastri e Leclerc, entrambi finiti a muro. Ferrari dunque in griglia in decima e dodicesima posizione, un risultato ben lontano dalle aspettative dopo i segnali incoraggianti delle prove libere.

Baku, sinonimo di imprevedibilità

Ancora una volta il circuito azero ha confermato la sua reputazione di tracciato imprevedibile e spettacolare. Condizioni meteo variabili, asfalto scivoloso e margini d’errore ridottissimi hanno trasformato le qualifiche in una sorta di prova di sopravvivenza. Ne è uscito vincitore Max Verstappen, capace di imporsi nonostante il caos e di portare a casa una pole che vale molto, soprattutto in un weekend in cui Ferrari è sprofondata e Sainz, con una Williams rinata, ha accarezzato un sogno destinato però a infrangersi all’ultimo respiro.

Il Gran Premio di domani si preannuncia altrettanto incerto: con una griglia rivoluzionata, outsider nelle prime file e campioni costretti a rincorrere, Baku promette spettacolo e possibili sorprese fino all’ultimo giro.

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