27 Ottobre 2026, martedì
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Meloni a Washington per il vertice con Zelensky e Trump: sul tavolo la pace in Ucraina e l’ipotesi Donbass

Alla Casa Bianca anche Ursula von der Leyen, Macron, Merz e Stubb. I media Usa: Trump pronto a cedere il Donbass a Mosca come parte dell’accordo di pace. Zelensky: “Il rifiuto russo al cessate il fuoco complica tutto”.

Un vertice ad altissima tensione politica e diplomatica è in programma domani a Washington. Alla Casa Bianca, accanto al presidente americano Donald Trump e al leader ucraino Volodymyr Zelensky, siederanno i principali leader europei, chiamati a confrontarsi sulla strada verso una possibile soluzione del conflitto russo-ucraino.

Tra i partecipanti spicca la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, che raggiungerà la capitale statunitense insieme alla presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen, al cancelliere tedesco Friedrich Merz, al presidente francese Emmanuel Macron e al capo di Stato finlandese Alexander Stubb. Una rappresentanza ampia e politicamente eterogenea, a conferma della volontà dell’Unione di mantenere una voce unitaria in un momento delicatissimo.

Von der Leyen ha confermato personalmente la sua presenza, ricordando di aver accolto Zelensky a Bruxelles e sottolineando che parteciperà al vertice “su sua richiesta”. L’incontro alla Casa Bianca si preannuncia dunque come una delle occasioni più significative per discutere del futuro del conflitto e del piano di pace che Trump intende rilanciare dopo il faccia a faccia in Alaska con Vladimir Putin.

L’ipotesi Donbass

Secondo il New York Times e altri media statunitensi, il presidente americano sarebbe favorevole a un accordo che include la cessione del Donbass alla Russia. Una proposta che costituirebbe il cuore dell’intesa da lui immaginata, finalizzata a congelare il fronte nelle regioni di Kherson e Zaporizhzhia e a porre così le basi per un cessate il fuoco stabile.

L’eventuale riconoscimento del controllo russo sui territori orientali rappresenterebbe però un punto di svolta controverso. Per il Cremlino, significherebbe incassare una vittoria diplomatica, dopo anni di conflitto. Per Kiev, al contrario, equivarrebbe a rinunciare a una parte del proprio territorio e della propria sovranità, un prezzo che Zelensky ha più volte dichiarato inaccettabile.

Le parole di Zelensky

Il presidente ucraino ha ribadito in queste ore la difficoltà di avviare un processo negoziale con Mosca. Attraverso un messaggio diffuso sui social network, ha denunciato il rifiuto russo di prendere in considerazione un cessate il fuoco immediato:

“Vediamo che la Russia sta respingendo i numerosi appelli al cessate il fuoco e non ha ancora deciso quando smetterà di uccidere. Questo complica la situazione”, ha dichiarato Zelensky.

Un atteggiamento che, secondo il leader ucraino, mina alla radice qualsiasi progetto di pace:

“Se non è disposta a eseguire un semplice ordine di cessare le ostilità, potrebbero essere necessari importanti sforzi per spingere la Russia a voler attuare qualcosa di molto più importante: la coesistenza pacifica con i suoi vicini per decenni”.

La sfida diplomatica

Il vertice di Washington arriva quindi in un momento cruciale. Da una parte c’è la volontà di Trump di presentarsi come l’artefice di una pace storica, capace di fermare una guerra che da oltre due anni destabilizza l’Europa e il sistema internazionale. Dall’altra, le resistenze di Kiev e le preoccupazioni di diversi partner europei, che temono che una cessione territoriale possa costituire un pericoloso precedente geopolitico.

Giorgia Meloni, insieme agli altri leader del continente, avrà il compito di portare a Washington la posizione europea, che resta ancorata al principio dell’integrità territoriale ucraina. Ma la pressione della Casa Bianca e l’urgenza di fermare il conflitto potrebbero aprire la strada a un dibattito serrato, destinato a lasciare traccia ben oltre i confini del summit.

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