6 Ottobre 2026, martedì
HomeItaliaCronacaTragedia sul lago di Molveno: muore a 12 anni durante una gita...

Tragedia sul lago di Molveno: muore a 12 anni durante una gita in barca

Il ragazzo, di origini pakistane, era in escursione con la famiglia. È caduto in acqua senza che nessuno se ne accorgesse. Inutili i soccorsi: è deceduto poco dopo il ricovero a Trento.

MOLVENO (TRENTO) – Un pomeriggio di vacanza si è trasformato in tragedia sul lago di Molveno, uno dei luoghi simbolo del turismo trentino. Un bambino di 12 anni, di origini pakistane e residente in Italia, ha perso la vita dopo essere caduto in acqua durante una tranquilla gita in barca con la sua famiglia. Il dramma si è consumato nel giro di pochi istanti e in un contesto che, fino a quel momento, sembrava assolutamente sereno.

Il ragazzo si trovava su un pedalò noleggiato con i genitori e alcuni familiari. Nulla lasciava presagire il peggio. Ma al momento del rientro all’ormeggio, la scoperta agghiacciante: il bambino non era più a bordo.

Un’assenza inspiegabile, che ha fatto subito scattare l’allarme. Non si è trattato di un allontanamento volontario, né di una semplice disattenzione. I genitori, una volta a terra, si sono resi conto che il figlio era scomparso nel nulla. In pochi minuti, sul posto sono arrivati i vigili del fuoco, le squadre di sommozzatori, i carabinieri e gli operatori del 118, coordinati dal centro operativo di emergenza.

Il corpo recuperato dai sommozzatori dopo un’ora di ricerche

Le ricerche sono partite immediatamente, ma il tempo correva contro ogni speranza. Dopo circa un’ora di immersioni, i sommozzatori hanno individuato e recuperato il corpo del dodicenne sul fondale del lago, a qualche decina di metri dalla riva. In gravissime condizioni, il ragazzo è stato trasportato d’urgenza all’ospedale Santa Chiara di Trento. Purtroppo, i medici non hanno potuto fare nulla per salvargli la vita: il decesso è stato dichiarato poco dopo l’arrivo in ospedale.

Le autorità hanno avviato accertamenti per ricostruire con esattezza la dinamica dell’incidente, anche se al momento tutto porta a pensare che si sia trattato di una tragica fatalità. Non è chiaro se il ragazzino si sia sporto accidentalmente, se abbia perso l’equilibrio o se sia scivolato in acqua in un momento di distrazione. Nessuno dei presenti a bordo si sarebbe accorto della caduta.

Nessun giubbotto salvagente: ipotesi che aggrava il dramma

Un dettaglio emerso nelle prime ore dopo la tragedia riguarda l’assenza di un giubbotto di salvataggio. Il ragazzo, come del resto molti bagnanti e turisti che utilizzano i pedalò, non indossava dispositivi di sicurezza, che sono consigliati ma non sempre obbligatori, soprattutto su acque considerate calme.

Tuttavia, in casi come questo, il mancato utilizzo di un salvagente può trasformarsi in un elemento determinante tra la vita e la morte, specialmente se chi finisce in acqua non sa nuotare o viene colto dal panico.

Dolore e sgomento nella comunità

La notizia ha subito fatto il giro della zona, suscitando sconcerto e commozione tra residenti e turisti. Il lago di Molveno, noto per le sue acque cristalline ai piedi delle Dolomiti di Brenta, è una delle mete estive più amate del Trentino, frequentata da famiglie e bambini. Un luogo di pace che ora diventa teatro di un lutto difficile da accettare.

La comunità pakistana locale e i residenti si sono stretti attorno alla famiglia del piccolo, ancora sotto choc per quanto accaduto. In molti, nelle ore successive, hanno lasciato messaggi di cordoglio e solidarietà sui social e nei pressi della riva dove si è consumata la tragedia.

Sicurezza in acqua, un tema sempre più urgente

L’episodio riporta inevitabilmente all’attenzione il tema della sicurezza nelle attività lacustri. Anche in contesti apparentemente tranquilli come quello del lago di Molveno, le precauzioni non sono mai troppe. In particolare, l’utilizzo dei giubbotti salvagente per i minori, anche in acque interne, potrebbe – secondo molti esperti – essere reso obbligatorio per prevenire tragedie simili.

Un confronto che, come spesso accade, si riapre solo a tragedia avvenuta, lasciando dietro di sé il dolore di una famiglia spezzata e la consapevolezza che, forse, una semplice precauzione in più avrebbe potuto fare la differenza.

Ora la Procura valuterà eventuali responsabilità, ma sul piano umano resta lo sconcerto per una perdita che ha colpito profondamente l’intera comunità. Un bambino di 12 anni, in vacanza con la sua famiglia, è stato inghiottito dalle acque in silenzio, senza che nessuno potesse intervenire in tempo. Una morte assurda, che lascia senza parole.

Sponsorizzato

Ultime Notizie

Commenti recenti