5 Ottobre 2026, lunedì
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Giubileo dei Giovani: folla da record a Tor Vergata e veglia intensa con il Papa

Quasi un milione di giovani accoglie il Pontefice nella spianata di Tor Vergata. Una veglia che mescola fede e riflessione: amicizia, scelte coraggiose e impegno per la giustizia. Due pellegrine morte ricordate in preghiera.

Roma – Una partecipazione travolgente ha caratterizzato l’avvio della veglia del Giubileo dei Giovani a Tor Vergata: oltre ottocentomila presenze rilevate ancora prima dell’arrivo del Papa, secondo il coordinatore dell’accoglienza Agostino Miozzo, con stime destinate a superare il milione di giovani. Un afflusso che ha trasformato la spianata universitaria in un mare di voci, bandiere e speranze.

Quando Papa Leone XIV è apparso, è subito sceso a piedi dalla papamobile portando la croce del Giubileo, accompagnato da duecento giovani. Un gesto simbolico, potente nella sua semplicità, carico di prossimità e di comunione.

Nella sua veglia di preghiera, il Pontefice ha risposto direttamente a tre domande poste dai giovani — su amicizia, social network e fede — trasformando l’evento in un dialogo diretto e partecipato. Rivolgendosi a una ragazza messicana, ha affermato con convinzione che “l’amicizia può essere una strada per la pace”, sottolineando il valore delle relazioni autentiche disegnate da uno stile evangelico.

Il Papa ha quindi richiamato alla responsabilità personale: “Scegliere è un atto umano fondamentale. Non solo si sceglie qualcosa, ma qualcuno. Quando scegliamo, decidiamo chi vogliamo diventare”. Ha proposto scelte radicali e piene di significato — matrimonio, ordine sacro, dedizione religiosa — come vie capaci di donare senso e felicità autentica. “Donare noi stessi per gli altri”, ha scandito, è la via per incarnare l’amore perfetto che redime.

In un passaggio rivolto al corpo giovanile, il Pontefice ha lanciato un appello a costruire un mondo più umano: “Cercate la giustizia, rinnovate il modo di vivere, servite il povero, siate testimoni di speranza e pace”. Con queste parole ha delineato il profilo di un giovane missionario del vangelo moderno, impegnato nella testimonianza concreta del bene.

Un momento toccante ha riguardato il ricordo di due giovani pellegrine decedute in questo Giubileo: Maria, spagnola, e Pascale, egiziana. Il Papa ha chiesto preghiere per loro, per le loro famiglie e anche per un giovane spagnolo, Ignazio Goncalves, ricoverato dopo un malore al Bambino Gesù.

Non è mancato il richiamo al ruolo ambivalente dei social e di Internet: strumenti straordinari per il dialogo, ma potenzialmente fragili se dominati da logiche commerciali e algoritmi che disgregano i legami umani. Restart la relazione autentica come antidoto alla vacuità della connessione superficiale.

Sul piano organizzativo, l’evento si è svolto sotto un dispositivo di sicurezza capillare: 300 telecamere remotizzate su maxi ledwall, 115 ulteriori dispositivi lungo le linee metro, presidi mobili e stazionari, insieme a vaporizzatori e una rete sanitaria pronta a intervenire in caso di bisogno. Misure necessarie per gestire un afflusso così imponente di giovani da tutto il mondo.

La morte della giovane Pascale, cardiopatica, ha toccato profondamente Papa Leone XIV, che ha voluto incontrare gli amici della ragazza in Vaticano. Aggiungendo che piangere è umano, ma chi ha fede sa che la morte non è la fine, ha offerto un messaggio di consolazione e speranza oltre il dolore.

Quella di Tor Vergata non è stata solo una veglia, ma un’esperienza condivisa di riflessione, preghiera e impegno. Un incontro che ha unito fede, dialogo e responsabilità civica, sotto il segno forte di un gesto semplice — la croce portata a piedi — che ha parlato di vicinanza, semplicità e futuro.

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