6 Ottobre 2026, martedì
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Mattarella: “La Russia ha cancellato l’equilibrio che garantiva la pace”

Nel suo intervento alla cerimonia del Ventaglio, il Presidente della Repubblica pronuncia un monito solenne sull’ordine internazionale sconvolto dall’aggressione all’Ucraina. "L’equilibrio tra le nazioni è l’unico antidoto possibile contro le derive imperiali"

Con parole calibrate ma inequivocabili, il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha lanciato un messaggio di forte valenza politica e morale durante la tradizionale cerimonia del Ventaglio, tenutasi al Quirinale. Nel suo discorso, il Capo dello Stato ha indicato nella postura internazionale della Federazione Russa non soltanto una deviazione dagli equilibri geopolitici, ma una vera e propria cancellazione dell’ordine di pace che, faticosamente, aveva garantito stabilità in Europa e nel mondo dopo la fine della Guerra Fredda.

“La scelta e la postura della Russia hanno, più che stravolto, cancellato l’equilibrio; equilibrio che garantisce la pace e dissuade da avventure di guerra”, ha affermato Mattarella, con una chiarezza che lascia poco spazio all’interpretazione. Il riferimento all’invasione dell’Ucraina da parte di Mosca è evidente, così come la condanna di un’azione che il Presidente interpreta come frattura di un principio essenziale del diritto internazionale: quello della sovranità e dell’autodeterminazione dei popoli.

La lezione della storia contro il ritorno delle logiche imperiali

Mattarella, come spesso avviene nei suoi interventi più densi, ha fatto ricorso alla storia come chiave di lettura del presente. Ha evocato la “maestra di vita” per eccellenza, sottolineando che, finché il mondo non sarà capace di estirpare le “tentazioni di dominio su altri popoli”, sarà soltanto l’equilibrio tra le forze – diplomatiche, politiche, militari – a impedire il riemergere di conflitti su vasta scala. Un equilibrio che non equivale a una resa dei valori, ma a un vincolo razionale contro la violenza e la sopraffazione.

Questo passaggio assume un rilievo particolare in un’epoca segnata da molteplici conflitti regionali, dal Medio Oriente al Caucaso, dalla zona indo-pacifica al continente africano. Ma il messaggio è rivolto soprattutto all’Europa: il nostro continente, ha lasciato intendere il Capo dello Stato, non può permettersi ambiguità o ambivalenze di fronte all’aggressione di uno Stato sovrano, né tantomeno abbandonarsi all’illusione che il conflitto russo-ucraino sia una questione circoscritta o marginale.

Il ruolo dell’Italia e delle democrazie occidentali

La posizione del Presidente della Repubblica si iscrive in una linea di continuità con quanto espresso fin dall’inizio dell’invasione russa dell’Ucraina, il 24 febbraio 2022. Mattarella ha sempre sottolineato il dovere dell’Italia, come membro dell’Unione Europea e dell’Alleanza Atlantica, di essere solidale con i popoli aggrediti e coerente con i principi di diritto che fondano l’ordine internazionale.

In questo senso, il richiamo all’equilibrio non è un appello al compromesso a tutti i costi, ma una difesa del multilateralismo, delle alleanze e dei vincoli internazionali che impediscono la legge del più forte. “Eliminare le tentazioni di dominio equivale quasi a far scomparire il male dall’umanità”, ha osservato il Presidente, riconoscendo implicitamente che si tratta di un obiettivo difficilmente realizzabile, ma che non per questo deve essere abbandonato come irrealistico.

La cerimonia del Ventaglio: una cornice istituzionale per un discorso universale

L’intervento del Capo dello Stato si è svolto nel quadro della cerimonia del Ventaglio, l’incontro annuale con l’Associazione Stampa Parlamentare che tradizionalmente anticipa la pausa estiva delle istituzioni. In passato, questa occasione era riservata a bilanci istituzionali e considerazioni di contesto politico interno. Negli ultimi anni, però, Mattarella ha progressivamente utilizzato questo spazio per affrontare anche temi di portata internazionale, dando rilievo alle sfide che travalicano i confini nazionali.

In questo senso, il discorso pronunciato al Quirinale assume una valenza programmatica che va ben oltre la circostanza formale. È il discorso di un garante costituzionale che si fa coscienza civile e morale della Repubblica, indicando con nettezza le coordinate di un’azione coerente con i valori fondanti dell’Italia democratica e repubblicana.

Un appello al realismo, non al cinismo

Nel sottolineare la necessità di mantenere e ricostruire l’equilibrio geopolitico come antidoto alla guerra, Mattarella ha formulato un richiamo al realismo, ma mai al cinismo. In un mondo segnato da tensioni crescenti, da nuove polarizzazioni, da incertezze sulle alleanze e sulle catene di sicurezza, il Presidente ha chiesto alle istituzioni – italiane ed europee – di non cedere alla rassegnazione o all’ambiguità.

Il suo è stato anche un messaggio per il futuro: per i giovani, per la comunità internazionale, per le classi dirigenti di domani. Un invito a riconoscere che la pace non è una condizione naturale, ma il frutto di un equilibrio costantemente da negoziare, da difendere e da riconquistare, giorno dopo giorno. Un equilibrio che – come la storia insegna – non è solo un concetto tecnico, ma una scelta politica e culturale di civiltà.

Conclusione

Nel passaggio più incisivo del suo discorso, Sergio Mattarella ha colto l’occasione per affermare con sobrietà e determinazione che la responsabilità della Russia nella rottura dell’ordine di pace è totale e irreversibile, finché non verranno ripristinate le condizioni di rispetto del diritto internazionale. È un’affermazione che non chiude le porte al dialogo, ma che chiarisce le condizioni minime di legittimità per qualsiasi percorso diplomatico.

In un’epoca in cui il disordine sembra farsi norma e la forza torna a imporsi sul diritto, il Presidente della Repubblica ha riaffermato che l’Italia non arretrerà di fronte alla tentazione del revisionismo imperiale. E che, al contrario, continuerà a difendere l’equilibrio come strumento per la pace, e la pace come orizzonte irrinunciabile dell’azione politica.

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