Stellantis ricalibra le proprie previsioni sull’impatto economico dei dazi doganali previsti per il 2025, stimando un costo complessivo pari a circa 1,5 miliardi di euro. Di questa cifra, 300 milioni risultano già contabilizzati nei risultati del primo semestre dell’anno.
Il dato, diffuso dal gruppo in un aggiornamento sulle prospettive economiche, fotografa con chiarezza la pressione crescente che le politiche commerciali internazionali stanno esercitando sul settore automobilistico, in particolare nei rapporti tra l’Unione Europea, la Cina e gli Stati Uniti.
In questo scenario, Stellantis dichiara di mantenere un “forte e costante dialogo con i legislatori di riferimento”, a sottolineare il ruolo cruciale del confronto istituzionale per mitigare l’impatto delle misure protezionistiche. Parallelamente, l’azienda continua a sviluppare una pianificazione strategica orientata al lungo periodo, con l’obiettivo di adattare la propria struttura produttiva e commerciale a un contesto globale sempre più frammentato.
L’incremento delle tariffe doganali e il rischio di una guerra commerciale permanente rappresentano infatti una sfida sistemica per un gruppo multinazionale come Stellantis, frutto dell’integrazione di marchi e stabilimenti distribuiti su scala globale. La vulnerabilità agli shock normativi impone una riflessione strutturale sulle filiere industriali, sulle politiche di approvvigionamento e sulle scelte logistiche.
In un contesto in cui la competitività del comparto automobilistico dipenderà sempre più dalla capacità di reagire a spinte protezionistiche e a cambiamenti normativi improvvisi, Stellantis si muove su un doppio binario: da un lato il confronto con i decisori politici, dall’altro l’elaborazione di scenari evolutivi e la costruzione di un’architettura produttiva più resiliente e flessibile.
Il 2025 si profila dunque come un anno chiave per valutare l’efficacia delle contromisure messe in campo, in un settore che resta centrale non solo per l’economia industriale europea, ma anche per l’equilibrio politico delle grandi aree commerciali mondiali.
