7 Ottobre 2026, mercoledì
HomeMondoEconomia nel MondoDazi, accordo Usa-Ue tra compromessi e pressioni: la convergenza Trump-von der Leyen...

Dazi, accordo Usa-Ue tra compromessi e pressioni: la convergenza Trump-von der Leyen apre un nuovo scenario economico e politico

Siglata in Scozia l’intesa sul 15% tra Stati Uniti e Unione Europea. Investimenti, energia e difesa al centro dell'accordo. Meloni parla di “intesa positiva”, ma il confronto resta aperto. Dure critiche dal Pd e preoccupazioni da Cina e industria tedesca.

Nel panorama geopolitico globale, il compromesso raggiunto in Scozia tra il presidente statunitense Donald Trump e la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen rappresenta un passaggio cruciale nei rapporti transatlantici. Al termine di trattative riservate e intense, le due sponde dell’Atlantico hanno trovato un’intesa sul delicato tema dei dazi commerciali, fissando un tetto del 15% per una serie di prodotti. Un accordo che, seppur non esaustivo, segna una svolta nei rapporti tra Washington e Bruxelles, finora segnati da tensioni economiche e incertezze normative.

Esclusi, almeno per il momento, due settori chiave come acciaio e alluminio, sui quali le parti hanno dichiarato che “nulla cambierà”. Il cuore dell’accordo si sposta così su un asse strategico più ampio, che comprende una serie di impegni economici e industriali: l’Unione Europea investirà 600 miliardi di dollari negli Stati Uniti, mentre l’acquisto di energia e forniture militari americane da parte dei Paesi europei ammonterà a circa 750 miliardi di dollari. Parallelamente, è stato concordato l’azzeramento reciproco dei dazi su specifici beni strategici, ancora da definire nel dettaglio.

La presidente von der Leyen ha definito l’intesa “una buona conclusione, dopo trattative difficili”. Il presidente Trump ha invece sottolineato l’importanza degli impegni economici europei come segno di una ritrovata cooperazione. Un’intesa che però, va sottolineato, è ancora priva di un quadro giuridico vincolante: si tratta di un accordo politico di massima, la cui implementazione concreta resta da verificare.

Il governo italiano ha accolto con favore l’accordo. La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha parlato di “intesa positiva”, capace di scongiurare lo spettro di una guerra commerciale intra-occidentale, che avrebbe potuto produrre effetti disastrosi sull’economia continentale. Tuttavia, Meloni ha anche messo in guardia: “C’è ancora da battersi”, osservando che l’accordo non ha valore legale e che sarà fondamentale lavorare affinché Bruxelles traduca in norme concrete i punti dell’intesa. In attesa di sviluppi, il governo italiano ha annunciato misure di sostegno ai settori produttivi più esposti alle nuove tariffe.

Non mancano però le voci critiche. Alfredo D’Attorre, componente della segreteria nazionale del Partito Democratico, ha denunciato quella che definisce “una resa negoziale senza precedenti”, accusando Meloni di aver “svenduto gli interessi italiani ed europei” per compiacere l’amministrazione Trump. D’Attorre sottolinea come l’accordo implichi concessioni strutturali su vari fronti, dalla deregulation per le Big Tech americane all’aumento della spesa militare, a scapito della coerenza con gli obiettivi strategici europei.

Sul fronte internazionale, la Cina ha espresso una posizione netta. Il ministero degli Esteri di Pechino ha dichiarato la propria opposizione “a qualsiasi accordo che danneggi gli interessi cinesi”, segnalando una potenziale frizione su scala globale. Anche all’interno dell’Unione Europea l’intesa solleva inquietudini: la Federazione dell’industria automobilistica tedesca (VDA) ha lanciato l’allarme sull’impatto dei dazi, che secondo le stime costeranno miliardi di euro ogni anno alle case automobilistiche europee, in particolare tedesche.

L’accordo tra Stati Uniti e Unione Europea segna quindi l’inizio di una nuova fase nei rapporti transatlantici, ma le sue implicazioni concrete restano tutte da verificare. In gioco non ci sono solo numeri e tariffe, ma l’equilibrio tra interessi nazionali, coesione europea e rapporti di forza globali. Un equilibrio che, come spesso accade, richiederà molto più di una firma in calce per diventare realtà.

Sponsorizzato

Ultime Notizie

Commenti recenti