6 Ottobre 2026, martedì
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Il fratello di Epstein accusa: “Jeffrey sapeva cose compromettenti sul Presidente Trump”

Mark Epstein riapre il caso con una dichiarazione pesante: suo fratello avrebbe custodito materiale sensibile sull’attuale Presidente degli Stati Uniti. Ghislaine Maxwell ascoltata dalla procura, il Congresso pretende i documenti segreti.

Una frase pronunciata durante un’intervista al quotidiano britannico The Guardian ha riacceso una delle questioni più esplosive della politica americana contemporanea. Mark Epstein, fratello del finanziere Jeffrey Epstein, ha dichiarato che il fratello gli aveva confidato di possedere informazioni compromettenti sull’attuale Presidente degli Stati Uniti, Donald Trump.

Una rivelazione tanto scarna quanto incendiaria, che si innesta su un terreno giudiziario ancora attivo. Proprio in questi giorni, infatti, Ghislaine Maxwell – già condannata per traffico sessuale di minorenni e figura chiave nell’universo Epstein – è stata ascoltata in via riservata dal Dipartimento di Giustizia. Intanto, a Capitol Hill, il Congresso torna a chiedere trasparenza sui dossier segreti che menzionerebbero anche il nome del Presidente.

Le parole del fratello e il silenzio sulle prove

Mark Epstein ha raccontato che Jeffrey, prima della sua morte, gli aveva confidato di avere materiale compromettente su Donald Trump. Nessuna descrizione precisa, nessun documento mostrato. Solo la convinzione, ribadita nel tempo, che quelle informazioni esistessero. “Anni fa disse che aveva qualcosa”, ha affermato Mark, specificando di non aver mai saputo cosa fosse.

Una dichiarazione che pesa, soprattutto perché arriva nel momento in cui l’inchiesta parlamentare cerca di ricostruire le connessioni tra Epstein, la sua rete e i suoi ospiti illustri, tra cui leader politici, imprenditori e celebrità.

Maxwell ascoltata a Tallahassee: si riapre il fronte giudiziario

Mentre cresce l’interesse attorno alle dichiarazioni di Mark Epstein, la giustizia americana ha riservatamente ascoltato Ghislaine Maxwell a Tallahassee. L’ex compagna del finanziere, condannata a vent’anni di carcere per il suo coinvolgimento nell’organizzazione di abusi sessuali su minori, avrebbe manifestato la disponibilità a fornire nuove informazioni. Il Congresso ha fissato per l’undici agosto un’udienza pubblica in cui Maxwell sarà chiamata a testimoniare formalmente.

Secondo fonti vicine alla Procura, l’obiettivo è ottenere documenti finora non emersi e chiarire una volta per tutte quali rapporti abbia intrattenuto con alcuni protagonisti della politica statunitense.

Trump nei fascicoli: nessuna accusa, ma molte citazioni

Secondo quanto rivelato dal Wall Street Journal, il Presidente Trump sarebbe stato informato nel mese di maggio dalla sua procuratrice generale Pam Bondi che il suo nome compariva ripetutamente nei fascicoli riservati relativi al caso Epstein. Non si tratta, al momento, di accuse formali, ma di menzioni documentate, in contesti che la stampa non ha potuto verificare in modo autonomo.

L’amministrazione ha scelto di non rendere pubblici i documenti, citando la necessità di proteggere l’identità delle vittime e la sicurezza delle fonti investigative. Tuttavia, la scelta di mantenere il riserbo ha alimentato sospetti e richieste di chiarezza da parte dell’opinione pubblica e dell’opposizione.

La replica della Casa Bianca: “Diffamazione, cause in arrivo”

Il Presidente Trump ha respinto ogni accusa, parlando apertamente di calunnie orchestrate dai media. Ha ricordato di aver allontanato Jeffrey Epstein dalla residenza di Mar-a-Lago già molti anni fa, sottolineando di non aver mai avuto rapporti stretti con lui. La Casa Bianca ha fatto sapere che è in preparazione una causa per diffamazione contro il Wall Street Journal, accusato di aver diffuso notizie false e tendenziose.

Nonostante le smentite ufficiali, tra alcuni sostenitori del Presidente cominciano a emergere dubbi, soprattutto per la mancata pubblicazione di quei documenti che, in campagna elettorale, erano stati indicati come una priorità per garantire trasparenza e giustizia.

Il Congresso accelera: citazioni bipartisan e nuove audizioni

A Washington, la Commissione di sorveglianza ha votato per ottenere con una citazione formale i fascicoli ancora secretati e per ascoltare sotto giuramento Ghislaine Maxwell. La decisione ha visto un raro consenso trasversale, con esponenti repubblicani e democratici favorevoli a fare luce su tutti gli aspetti ancora oscuri del caso.

Nella lista dei testimoni compaiono anche ex procuratori generali e funzionari di giustizia appartenenti a diverse amministrazioni. Per il Congresso, si tratta di una sfida diretta al potere esecutivo, con l’intento dichiarato di impedire qualsiasi tentativo di insabbiamento.

Un caso ancora aperto

Il nome di Jeffrey Epstein continua a essere sinonimo di ombre e misteri nei corridoi del potere. La sua rete, le sue frequentazioni e i suoi archivi restano oggetto di indagini, domande e ipotesi. L’attuale Presidente degli Stati Uniti, citato in quei documenti, nega ogni coinvolgimento. Ma con l’avvicinarsi dell’udienza di agosto e l’intensificarsi della pressione politica, l’inchiesta potrebbe entrare in una nuova, delicata fase.

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