6 Ottobre 2026, martedì
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Milano, Park Towers sotto accusa: sei rinvii a giudizio per presunti abusi edilizi

Il progetto immobiliare da 113 appartamenti nella zona di Crescenzago finisce al centro dell’inchiesta sulla gestione urbanistica del capoluogo lombardo. A processo imprenditori, tecnici e funzionari comunali.

Le tre torri residenziali previste nel quartiere Crescenzago, est della città, dovevano rappresentare un nuovo tassello della trasformazione urbana milanese. Invece, il progetto delle cosiddette Park Towers è finito sotto la lente della magistratura, diventando uno dei casi simbolo nell’inchiesta sulla gestione urbanistica del capoluogo lombardo. Ora sei persone andranno a processo, come deciso dalla giudice per l’udienza preliminare Alessandra Di Fazio, che ha disposto il rinvio a giudizio.

Al centro delle contestazioni ci sono gravi ipotesi di reato: abuso edilizio, lottizzazione abusiva e falso. Il fascicolo riguarda nello specifico il progetto da 113 appartamenti, distribuiti su tre torri, promosso nell’area compresa tra via Caduti in Missione di Pace e via Rizzoli. Un intervento residenziale di ampio respiro che, secondo la Procura, sarebbe stato portato avanti violando vincoli urbanistici e forzando le procedure autorizzative.

A essere chiamati a rispondere davanti al tribunale saranno sei imputati. Tra questi, l’immobiliarista Andrea Bezziccheri, figura di riferimento della società Bluestone che ha promosso l’intervento, e l’architetto progettista Sergio Francesco Maria Asti. Con loro, tre ex dirigenti e funzionari dello Sportello Unico per l’Edilizia del Comune di Milano – Carla Barone, Francesco Rosata e Maurizio De Luca – e Roberto Vederio, rappresentante legale della Devero Costruzioni.

Secondo l’accusa, gli indagati avrebbero agevolato o avallato, in varie forme, un iter autorizzativo irregolare, aggirando le norme previste dal piano urbanistico. Gli inquirenti ipotizzano anche la falsificazione di documenti e la gestione impropria di pratiche edilizie, in un contesto più ampio che ha portato ad aprire diversi filoni d’indagine su altri progetti in città.

Il processo sarà chiamato a chiarire se, dietro un’operazione immobiliare apparentemente regolare, si celasse in realtà una serie di forzature normative e connivenze tra pubblico e privato. L’udienza di apertura è prevista per le prossime settimane. L’inchiesta, intanto, continua ad allargarsi, confermando il crescente interesse della magistratura per il comparto urbanistico di Milano, oggi più che mai oggetto di attenzione anche per l’impatto che questi progetti hanno sul tessuto urbano e sulla vita dei quartieri.

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