6 Ottobre 2026, martedì
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Matteo Ricci indagato per l’inchiesta sugli affidi a Pesaro: “Sereno, ma profondamente amareggiato”

L’ex sindaco e attuale eurodeputato Pd coinvolto in un’indagine per presunta corruzione: 24 gli avvisi di garanzia. I fondi nel mirino, tra cui quelli per un murale dedicato a Liliana Segre e un casco in onore di Valentino Rossi. Scontro politico in piena campagna elettorale.

Una comunicazione asciutta ma carica di tensione. È stato lo stesso Matteo Ricci, ex sindaco di Pesaro e oggi europarlamentare del Partito Democratico, a rendere pubblica la notizia: è tra gli indagati nell’ambito dell’inchiesta “Affidopoli”, condotta dalla Procura di Pesaro, relativa a presunte irregolarità nella gestione di fondi pubblici durante il suo mandato da primo cittadino.

“Ho ricevuto un avviso di garanzia. Sono sereno nel merito, ma anche profondamente amareggiato”, ha dichiarato Ricci in un video diffuso sui social. Le sue parole arrivano all’indomani della convocazione ufficiale delle elezioni regionali nelle Marche, in cui Ricci è candidato alla presidenza con il sostegno dell’alleanza di centrosinistra.

L’indagine riguarda un presunto sistema di affidamenti diretti a favore di alcune associazioni culturali, attivi tra il 2014 e il 2019, per un valore complessivo superiore ai 500mila euro. Tra i progetti finanziati figurano un murale dedicato a Liliana Segre e un’installazione artistica – un casco gigante – in omaggio al campione motociclistico Valentino Rossi. Secondo gli inquirenti, questi interventi sarebbero stati assegnati senza bando pubblico, violando le procedure previste per la spesa pubblica.

Non si parla di arricchimenti personali, ma di benefici politici: per la Procura, Ricci avrebbe ottenuto “utilità in termini di consenso”, rafforzando l’immagine di un’amministrazione culturalmente vivace e vicina alla cittadinanza.

Sono 24, in totale, gli avvisi di garanzia emessi nell’ambito dell’inchiesta. Tra gli enti coinvolti, figurano le associazioni Opera Maestra e Stella Polare. I magistrati stanno ricostruendo i flussi di denaro e i rapporti tra uffici comunali e associazioni, analizzando delibere, determine dirigenziali e verbali di commissione. L’ipotesi di reato è quella di corruzione, anche se le “utilità” contestate non sarebbero di natura economica.

Ricci respinge ogni addebito e affida la propria difesa alla trasparenza: “In quindici anni di amministrazione non mi sono mai occupato direttamente di affidamenti pubblici. Ho sempre confidato nel lavoro dei miei dirigenti e collaboratori. Lo ripeterò anche al procuratore, che spero di incontrare quanto prima”, ha dichiarato nel video.

Intanto la notizia ha subito acceso lo scontro politico. Fratelli d’Italia ha attaccato Ricci chiedendo, con grande coraggio, visto cosa ha tra le sue fila, chiarimenti e sottolineando la gravità del quadro emerso, mentre da Giuseppe Conte, leader del Movimento 5 Stelle e parte dell’alleanza che sostiene Ricci, non è arrivata al momento alcuna dichiarazione.

L’indagine potrebbe entrare nel vivo già entro la fine di luglio, con le prime convocazioni da parte dei magistrati. Sullo sfondo, resta l’incognita politica: il coinvolgimento di un candidato di punta a pochi mesi dalle elezioni regionali rischia di pesare sull’intero campo progressista. Ma Ricci si dice pronto a difendere la propria integrità anche in questo frangente: “Smonteremo tutto rapidamente. Siamo estranei ai fatti”.

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