WASHINGTON – Le armi americane torneranno a fluire verso l’Ucraina, ma con una nuova formula: a pagare sarà “la Nato al 100%”. Ad annunciarlo è stato il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, che rompe così il silenzio operativo sul conflitto in corso in Europa orientale e, per la prima volta dal suo ritorno alla Casa Bianca, decide di ricorrere a un potere esecutivo già ampiamente utilizzato dal suo predecessore Joe Biden per sostenere lo sforzo bellico di Kiev.
Il piano prevede la fornitura di un pacchetto di armamenti stimato intorno ai 300 milioni di dollari, anche se i dettagli tecnici dell’assistenza restano riservati. Trump ha però voluto chiarire che il sostegno non graverà sulle casse di Washington: “Gli Stati Uniti invieranno armi tramite la Nato, e sarà l’Alleanza a coprire integralmente i costi”, ha detto il presidente in un’intervista, senza specificare in che modo l’onere verrà redistribuito tra gli alleati.
L’iniziativa segna una svolta nella strategia trumpiana, finora improntata a una maggiore prudenza sull’impegno diretto degli Stati Uniti nel conflitto. La scelta di riattivare il supporto militare, seppur filtrato dal canale atlantico, rappresenta un segnale sia a Mosca sia agli alleati europei, in un momento in cui il fronte ucraino appare sotto crescente pressione.
Trump ha inoltre annunciato che lunedì rilascerà “un’importante dichiarazione” sulla Russia, anticipando toni critici nei confronti del presidente Vladimir Putin. “Sono rimasto deluso da molte sue decisioni”, ha affermato, senza tuttavia entrare nei dettagli.
Le parole del presidente americano lasciano intravedere un possibile cambio di rotta nei rapporti con il Cremlino, dopo mesi di ambiguità e cautela diplomatica. Ma più che a Mosca, il messaggio sembra rivolto agli alleati europei: se Kiev deve essere armata, saranno loro – è il sottinteso – a doverne sopportare il costo politico ed economico.
