6 Ottobre 2026, martedì
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Gaza sotto le bombe, 39 morti in un internet café: tra le vittime anche un giornalista

Trump annuncia un incontro con Netanyahu lunedì alla Casa Bianca. Intanto la Striscia di Gaza è di nuovo teatro di raid devastanti: nuovi ordini di evacuazione a Gaza City e decine di vittime civili.

Gaza – La spirale di violenza nella Striscia di Gaza si aggrava ancora. Mentre gli sforzi diplomatici di Stati Uniti e Qatar per un cessate il fuoco restano senza esito, Israele ha intensificato i bombardamenti nelle ultime ore, colpendo obiettivi civili e provocando un bilancio drammatico.

L’attacco più grave si è consumato lungo la costa occidentale della Striscia, dove un internet café molto frequentato – anche da giornalisti locali – è stato centrato da un raid aereo. Secondo quanto riferisce l’emittente Al Jazeera, almeno 39 persone sono rimaste uccise, tra cui il fotogiornalista palestinese Ismail Abu Hatab, una delle figure più attive nella documentazione del conflitto.

L’attacco è avvenuto dopo che l’Idf (Israel Defense Forces) ha emesso un nuovo ordine di evacuazione per la fascia costiera settentrionale della Striscia, comprendente Gaza City, segnalando un possibile ampliamento delle operazioni militari nella zona.

Secondo l’agenzia di stampa palestinese Wafa, solo nella giornata di martedì almeno 20 persone sono state uccise in una serie di bombardamenti israeliani in diverse aree del territorio. Numerosi edifici residenziali sarebbero stati rasi al suolo, con decine di feriti segnalati negli ospedali locali e squadre di emergenza ancora impegnate nelle operazioni di soccorso tra le macerie.

Nel frattempo, sul fronte politico, l’ex presidente Donald Trump ha annunciato che lunedì riceverà alla Casa Bianca il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu. L’incontro, fortemente simbolico, arriva in un momento cruciale, con l’operazione israeliana che si intensifica e l’orizzonte di una tregua che si allontana.

Mentre la diplomazia internazionale resta impantanata, la popolazione civile continua a pagare il prezzo più alto di un conflitto che non accenna a fermarsi.

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