Bruxelles – “I politici devono fare delle scelte. Non è facile, ma è necessario”. Con queste parole il nuovo segretario generale della Nato, Mark Rutte, ha aperto il secondo giorno di lavori del vertice dell’Alleanza, richiamando i Paesi membri a una maggiore responsabilità nel finanziare la difesa comune. Il monito è chiaro: davanti alla crescente minaccia russa e a un quadro di sicurezza internazionale in costante deterioramento, “non ci sono alternative”.
Rutte ha parlato in tono diretto, ma pragmatico, riconoscendo che “i bilanci nazionali sono sotto pressione”, e che “trovare i fondi è una decisione politica complessa”. Ma l’ex premier olandese non ha lasciato spazio a esitazioni: “Sono certo che ci arriveremo. I miei colleghi seduti al tavolo condividono la convinzione che si debba agire, e in fretta”.
Con il nuovo piano strategico della Nato, che prevede un significativo rafforzamento delle capacità difensive, si prospetta un incremento delle spese pari a “migliaia di miliardi”. Un impegno senza precedenti che, secondo Rutte, deve essere equamente distribuito tra tutti i membri dell’Alleanza. “È giusto che europei e canadesi facciano la loro parte, raggiungendo la parità con gli Stati Uniti. Washington è pienamente impegnata nel rispetto dell’articolo 5, e lo stesso ci si aspetta dagli altri partner”.
Un passaggio del discorso ha riguardato anche un messaggio condiviso da Donald Trump su Truth Social, in cui l’ex presidente Usa ha rilanciato parole dello stesso Rutte. Nessun imbarazzo, ha assicurato il segretario generale: “Nel mio messaggio enunciavo un fatto: non saremmo dove siamo oggi senza la rielezione di Trump. Non ho alcun problema che lo abbia pubblicato”.
Sul fronte interno all’Alleanza, resta sul tavolo il nodo-Spagna. Ma Rutte ha minimizzato: “Non sarà un problema”. A chiarire la posizione italiana è intervenuto il ministro degli Esteri Antonio Tajani, che ha ribadito l’importanza del rispetto delle regole: “Per quanto riguarda l’obiettivo del 5% del Pil, avevamo già detto che non sarebbe stato raggiunto nei tempi inizialmente previsti, ed è per questo che i termini sono stati rivisti. Ma resta fermo l’obbligo di raggiungere l’obiettivo. La Spagna dovrà fare la sua parte, come tutti. Una cosa sono le dichiarazioni, un’altra i fatti”.
Il vertice Nato di Bruxelles si conferma quindi cruciale per ridisegnare l’architettura di difesa dell’Occidente. E il messaggio che arriva dai vertici dell’Alleanza è netto: la sicurezza non è gratuita, e il tempo delle esitazioni è finito.
