6 Ottobre 2026, martedì
HomeItaliaCronacaDepistaggi nel caso Cucchi, condanna confermata per il colonnello Sabatino

Depistaggi nel caso Cucchi, condanna confermata per il colonnello Sabatino

Sentenza d’appello: prescrizione per il generale Casarsa e altri tre imputati. Assolti due ufficiali. Ilaria Cucchi: “Giustizia confermata, la scala gerarchica è stata chiamata a rispondere”

Depistaggi dopo la morte di Stefano Cucchi: confermata la condanna in appello per il colonnello Lorenzo Sabatino, assolti due ufficiali, prescrizione per alti gradi dell’Arma. La sorella di Stefano: “Una giornata importante per tutto il Paese”.

La Corte d’Appello di Roma ha confermato la condanna a un anno e tre mesi nei confronti del colonnello dei carabinieri Lorenzo Sabatino, nel processo per i depistaggi seguiti alla morte di Stefano Cucchi, il geometra romano deceduto nel 2009 in un reparto protetto dell’ospedale Sandro Pertini dopo l’arresto e il pestaggio subìto durante la custodia cautelare.

Ribadita anche la condanna a due anni e sei mesi per Luca De Cianni, mentre la posizione del generale Alessandro Casarsa, ex comandante del Gruppo Roma, si chiude con la prescrizione, così come quelle dei carabinieri Francesco Cavallo e Luciano Soligo.

La Corte ha invece assolto con formula piena due imputati già condannati in primo grado a un anno e nove mesi, Massimiliano Colombo Labriola e Tiziano Testarmata. Ridotta infine a dieci mesi la pena per Francesco Di Sano, accusato di aver falsificato un’annotazione di servizio.

Le parole di Ilaria Cucchi: “Oggi ha vinto la verità”

Al termine dell’udienza, Ilaria Cucchi, sorella di Stefano e oggi senatrice dell’Alleanza Verdi-Sinistra, ha commentato con fermezza e commozione:

“La sentenza di oggi è estremamente importante, soprattutto in un momento storico in cui la fiducia dei cittadini nelle istituzioni viene troppo spesso messa a dura prova. È stata confermata la responsabilità di quella che noi abbiamo sempre chiamato la ‘scala gerarchica’ dei carabinieri. Non è una vittoria personale: è una giornata significativa per chiunque creda nella giustizia e nello Stato di diritto.”

L’avvocato Perugini: “Prescrizione amara, ma verità accertata”

Diego Perugini, legale di parte civile e difensore del luogotenente Nicola Minichini – uno dei pochi a denunciare subito le irregolarità interne all’Arma – ha accolto con favore la conferma delle condanne, ma ha espresso rammarico per la prescrizione riconosciuta ad alcuni imputati:

“È un risultato importante, ma resta l’amaro in bocca. La prescrizione è un beneficio che non dovrebbe spettare a chi ha contribuito per anni a oscurare la verità. Il danno fatto a Nicola Minichini è enorme. Attendiamo ancora le scuse da parte delle istituzioni.”

Le difese: “Assoluzioni che ristabiliscono la verità”

Soddisfazione, invece, nelle file delle difese. Carlo Bonzano, avvocato del capitano Tiziano Testarmata – tra gli assolti in appello – ha parlato di “giustizia finalmente fatta”:

“Troppo in fretta erano state pronunciate sentenze mediatiche. Oggi la Corte ha riconosciuto l’integrità morale e professionale di un ufficiale che ha sempre servito lo Stato. Ora ci aspettiamo le scuse da chi ne ha messo in dubbio la dignità.”

Una vicenda che continua a interrogare il Paese

Il processo per i depistaggi si affianca ai procedimenti principali che negli anni hanno portato alla condanna definitiva di due carabinieri per il pestaggio che causò la morte di Stefano Cucchi. Quello sui depistaggi ha acceso i riflettori su un secondo livello di responsabilità: non solo chi colpì, ma anche chi cercò di coprire.

La sentenza d’appello non chiude il caso, ma aggiunge un tassello importante: in una vicenda simbolo degli abusi e delle zone d’ombra nelle istituzioni, anche le alte sfere sono state chiamate a rispondere.

E seppure la giustizia abbia i suoi tempi, oggi Ilaria Cucchi può dire, con ragione: “La verità non si è arresa”.

Sponsorizzato

Ultime Notizie

Commenti recenti