6 Ottobre 2026, martedì
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Martina, agonia e violenza: l’autopsia rivela l’orrore dietro l’omicidio

Colpita al volto e alla testa, con lesioni anche al collo: la 14enne non è morta subito. L’esame medico-legale svela una morte lenta e dolorosa. Mercoledì i funerali ad Afragola, celebrati dal cardinale Battaglia.

AFRAGOLA (NAPOLI) — Non è morta subito, Martina Carbonaro. La 14enne uccisa brutalmente in un casolare abbandonato di Afragola non ha trovato sollievo neppure nella fine: è spirata dopo un’agonia fatta di dolore e ferocia. A confermare l’ipotesi, già temuta dagli inquirenti, è l’autopsia disposta dalla Procura di Napoli Nord e affidata alla dottoressa Raffaella Salvarezza: Martina è stata colpita più volte con violenza inaudita, e solo dopo una lunga sofferenza è sopraggiunta la morte.

A toglierle la vita è stato Alessio Tucci, 19 anni, ex fidanzato della vittima, reo confesso e oggi detenuto. L’omicidio si è consumato tra le mura fredde di un edificio in disuso, scelto come teatro dell’orrore, dove la giovane è stata colpita ripetutamente e infine nascosta in un armadio. Proprio lì il suo corpo è stato ritrovato.

Un’aggressione brutale e un decesso non immediato

Dall’esame autoptico è emersa una sequenza di colpi devastanti. Almeno quattro le ferite principali riscontrate sul cranio — sia nella zona frontale sia nella parte posteriore — associate a una grave frattura cranica con emorragia diffusa. Ma l’elemento più drammatico riguarda il decorso della morte: non istantanea, ma progressiva, probabilmente accompagnata da uno stato di coscienza durante le prime fasi dell’aggressione.

Il collo della ragazza mostra lesioni compatibili con segni di asfissia o abrasioni, la cui origine è ancora da chiarire. Potrebbero essere dovute alla colluttazione, alla caduta o all’occultamento del corpo. I dettagli definitivi arriveranno solo con il deposito integrale della perizia medico-legale, previsto entro 90 giorni.

I primi colpi, un’esplosione di violenza

Secondo le prime risultanze, i primi colpi — sferrati alla nuca — sono stati particolarmente violenti, tali da causare subito gravi danni ma non la morte immediata. Una dinamica feroce che conferma la volontà distruttiva dell’assassino e rende ancora più difficile elaborare un senso di giustizia e umanità di fronte a una vicenda così disumana.

All’esame hanno assistito anche i consulenti di parte: per la famiglia di Martina, rappresentata dall’avvocato Sergio Pisani, erano presenti i dottori Omero Pinto e Pietro Tarsitano; per la difesa di Alessio Tucci, rappresentato dall’avvocato Mario Mangazzo, è intervenuto il dottor Antonio Palmieri.

L’ultimo saluto: mercoledì i funerali

Mentre le indagini proseguono per definire ogni dettaglio dell’accaduto e accertare eventuali responsabilità o omissioni precedenti, la comunità si prepara a salutare Martina. I funerali si terranno mercoledì alle ore 15 nella basilica di Sant’Antonio di Afragola, alla presenza del cardinale Mimmo Battaglia, arcivescovo di Napoli, che celebrerà la messa in memoria della giovane.

Una morte che scuote e interroga

Il delitto di Martina Carbonaro scuote non solo Afragola, ma l’intero Paese. Una ragazza di appena 14 anni, strappata alla vita da chi diceva di amarla, in uno scenario che richiama le pagine più cupe della cronaca nera. E mentre si accendono i riflettori su ciò che non ha funzionato — dalla scuola ai servizi sociali, dalle dinamiche familiari ai segnali trascurati — resta il dovere collettivo di interrogarsi, prevenire, educare.

Perché nessuna altra Martina venga uccisa. E nessuna famiglia debba piangere una figlia scomparsa tra le macerie di un amore malato.

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