Etna, nuovo parossismo e collasso del cratere: nube vulcanica impressionante visibile anche dal mare
CATANIA – L’Etna torna a far parlare di sé, e lo fa con tutta la potenza che da millenni lo rende il gigante indiscusso del Mediterraneo. Una nube vulcanica alta diversi chilometri si è innalzata sopra il vulcano nella mattinata di domenica, visibile non solo dalla costa ionica, ma anche a grande distanza dalla Sicilia e dalle acque che la circondano.
L’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv), Osservatorio Etneo di Catania, ha confermato che a innescare il fenomeno è stato un collasso parziale del fianco nord del cratere di Sud-Est, uno dei coni attivi dell’Etna e da anni protagonista delle fasi più intense dell’attività eruttiva.
Il cedimento avrebbe generato un flusso piroclastico, cioè una valanga rovente di gas, cenere e frammenti di roccia, che si è propagata lungo le pendici interne del vulcano. Dai primi rilievi, pare che il materiale non abbia superato l’orlo della Valle del Leone, area disabitata situata in quota e già interessata in passato da fenomeni simili.
Un’esplosione di energia
L’attività esplosiva, già in corso da giorni, è bruscamente evoluta in una fontana di lava, con valori di tremore vulcanico molto elevati, indicativi di un’importante risalita di magma in profondità. Le immagini satellitari e le registrazioni strumentali dell’Ingv parlano di un episodio parossistico rapido e violento, che ha generato l’imponente nube eruttiva in grado di oscurare temporaneamente il cielo sopra il versante orientale del vulcano.
Il fenomeno è stato osservato in diretta da molti cittadini della zona, turisti e naviganti, che hanno immortalato l’evento con fotografie e video diffusi sui social, in un misto di stupore e preoccupazione. Il cielo, da Taormina a Catania, si è improvvisamente tinto di grigio, mentre il cono sommitale dell’Etna sembrava eruttare fuoco e vapore come in una scena mitologica.
Nessun pericolo per i centri abitati
Al momento, le autorità non segnalano pericoli per i centri abitati. Il materiale piroclastico, secondo le prime valutazioni, non ha interessato zone popolate né minacciato infrastrutture. Tuttavia, il monitoraggio rimane costante, soprattutto in vista di eventuali variazioni del vento, che potrebbero trasportare la cenere verso sud-est e causare disagi agli aeroporti o alla viabilità.
La Protezione Civile regionale ha avviato le consuete procedure di sorveglianza, in coordinamento con i Comuni del territorio etneo. Al momento, non sono previste evacuazioni, ma si raccomanda cautela nelle escursioni e il rispetto delle aree interdette al pubblico.
L’Etna: un gigante in perenne evoluzione
Il vulcano siciliano, Patrimonio dell’Umanità UNESCO dal 2013, è uno dei più studiati al mondo, proprio per la sua intensissima attività. Il cratere di Sud-Est, in particolare, è protagonista di numerosi episodi parossistici registrati negli ultimi anni, spesso accompagnati da spettacolari colate di lava e nubi di cenere che hanno causato chiusure temporanee dello spazio aereo e copiose ricadute di materiale vulcanico sui centri abitati vicini.
L’evento di oggi, benché spettacolare, rientra nella dinamica naturale di un vulcano attivo come l’Etna, che periodicamente si libera della pressione accumulata nelle profondità della Terra. Ma il collasso di una parte del cratere rappresenta un segnale da non sottovalutare per i vulcanologi, che nei prossimi giorni effettueranno nuove ricognizioni, anche con l’ausilio di droni e rilievi termici, per valutare eventuali modifiche morfologiche e potenziali rischi futuri.
