Prato – Una violenza cieca, improvvisa, in pieno giorno, nel parcheggio affollato di un centro commerciale. Vittima una professoressa di una scuola della città, bersaglio della furia dell’ex compagno, un 35enne originario di Pistoia, che l’ha colpita ripetutamente con un bastone e ha poi tentato di soffocarla infilandole un sacchetto di plastica sulla testa.
È accaduto al Parco Prato, uno dei principali poli commerciali della zona. L’aggressione, definita dagli inquirenti “selvaggia e potenzialmente letale”, è stata interrotta solo grazie al tempestivo e coraggioso intervento di tre passanti: un uomo egiziano, un marocchino e una donna di origine magrebina, che non hanno esitato un istante a soccorrere la donna, allontanando l’aggressore e salvandola da conseguenze drammatiche.
L’uomo, con precedenti segnalazioni per comportamenti persecutori, è stato arrestato sul posto con l’accusa di atti persecutori e lesioni personali aggravate. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, l’aggressione non sarebbe stata un gesto isolato, ma l’ennesimo episodio di una lunga escalation di violenza.
La professoressa, sotto shock ma viva grazie al gesto di altruismo dei tre cittadini, è stata accompagnata al pronto soccorso per le cure del caso. Le sue condizioni non sarebbero gravi, ma l’impatto psicologico dell’accaduto è profondo.
Il caso riaccende i riflettori sulla violenza di genere e sulla necessità di rafforzare le misure preventive nei confronti degli autori di condotte persecutorie. Allo stesso tempo, sottolinea l’importanza della solidarietà civile: il coraggio dei tre soccorritori, che non hanno esitato a esporsi pur di salvare una vita, si è rivelato fondamentale.
Il sindaco di Prato e le autorità locali hanno espresso pubblicamente gratitudine ai tre cittadini, definendoli “esempio concreto di coraggio e senso civico”. In una società spesso attraversata da diffidenze e divisioni, il loro gesto è la prova che l’umanità non ha nazionalità.
