6 Ottobre 2026, martedì
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Sorrento, scossa in municipio: arrestato il sindaco Massimo Coppola per presunta corruzione

Fermato in flagranza di reato dai finanzieri di Massa Lubrense. L’inchiesta è coordinata dalla Procura di Torre Annunziata: ipotesi di reati contro la pubblica amministrazione.

SORRENTO – Una serata qualunque si è trasformata in un terremoto politico per la città di Sorrento. Il sindaco Massimo Coppola è stato arrestato martedì sera dalla Guardia di Finanza, colto in flagranza mentre – secondo l’ipotesi investigativa – intascava una mazzetta. A intervenire, i militari della Compagnia di Massa Lubrense, su mandato della Procura della Repubblica di Torre Annunziata, guidata dal procuratore Nunzio Fragliasso.

Il primo cittadino, 48 anni, avvocato, era stato eletto nel 2020 alla guida di un ampio cartello civico. Il suo profilo da amministratore pragmatico e indipendente aveva attirato consensi trasversali, rendendolo una figura di riferimento nel panorama istituzionale della Penisola Sorrentina.

L’inchiesta, ancora in fase embrionale ma già dirompente, riguarda presunti episodi di corruzione riconducibili all’esercizio delle sue funzioni pubbliche. Le Fiamme Gialle sarebbero intervenute nel momento stesso in cui, stando alle prime ricostruzioni, Coppola riceveva denaro contante in circostanze che hanno fatto scattare l’immediata flagranza.

La notizia ha subito scosso il Comune e l’intera comunità sorrentina, generando stupore e sconcerto tra cittadini e rappresentanti istituzionali. Gli inquirenti, nel massimo riserbo, stanno lavorando per chiarire il contesto e i contorni esatti dell’accaduto, a partire dall’identità degli altri eventuali soggetti coinvolti e dalle modalità attraverso cui sarebbe maturato l’episodio di corruzione.

“È un momento delicato – ha fatto sapere una fonte vicina alla procura – e ogni elemento sarà vagliato con attenzione. Le indagini proseguono nel massimo rigore, come richiesto dalla gravità dell’ipotesi di reato”.

Per Massimo Coppola si profilano ora conseguenze non solo giudiziarie ma anche politiche. La sua posizione di sindaco, in base alla normativa vigente, potrebbe diventare incompatibile con la detenzione, qualora venissero confermate le accuse. Nel frattempo, in attesa di eventuali provvedimenti cautelari da parte del Tribunale, l’Amministrazione comunale è di fatto paralizzata.

Il caso si inserisce in un contesto nazionale sempre più attento alla trasparenza della gestione pubblica, specie a livello locale, dove episodi corruttivi minano la fiducia dei cittadini nelle istituzioni e compromettono il corretto funzionamento dell’apparato democratico.

Resta da verificare se l’episodio di Sorrento sia un fatto isolato o l’apice di una rete più ampia. Per ora, su disposizione della magistratura, il silenzio resta d’obbligo. Ma l’inchiesta è appena cominciata.

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