Il giallo di Garlasco torna in primo piano. E con esso, anche le tensioni tra verità giudiziaria e nuove ipotesi investigative. Nella giornata odierna, attesa come uno snodo cruciale per la riapertura del caso, Andrea Sempio – figura centrale della nuova inchiesta – non si è presentato in Procura a Pavia. Al contrario, c’era Alberto Stasi, l’ex fidanzato della vittima Chiara Poggi, condannato in via definitiva nel 2015.
Secondo quanto ricostruito, i magistrati della Procura di Pavia – il procuratore Fabio Napoleone, l’aggiunto Stefano Civardi e la pm Valentina De Stefano – avevano convocato Sempio, Stasi e Marco Poggi, fratello della vittima, per essere ascoltati contemporaneamente. L’obiettivo era chiaro: evitare la circolazione di informazioni tra i soggetti coinvolti, tutti con ruoli differenti ma potenzialmente cruciali in un’indagine che, a distanza di quasi vent’anni, torna a porre dubbi sulla dinamica dell’omicidio e sull’identità dell’esecutore materiale.
Il colpo di scena: il “no” di Sempio
Sempio, 37 anni, è oggi indagato nella nuova indagine che ipotizza un coinvolgimento plurimo nel delitto, sulla base di recenti acquisizioni da parte della Procura pavese. Ma proprio lui ha disertato l’interrogatorio, facendo leva su un vizio procedurale rilevato dai suoi avvocati. Angela Taccia e Massimo Lovati, infatti, hanno fatto recapitare una memoria agli inquirenti, sollevando una formale eccezione: l’invito a comparire, secondo la difesa, era viziato dalla mancanza dell’avvertimento previsto dall’articolo 375, comma 2, lettera D del Codice di procedura penale.
Questa omissione – affermano i legali – renderebbe nullo l’atto, poiché l’avvertimento in questione stabilisce che, in caso di assenza ingiustificata, il pubblico ministero può disporre l’accompagnamento coattivo dell’indagato. Un passaggio ritenuto “essenziale”, la cui assenza ha consentito a Sempio di evitare l’interrogatorio, almeno per ora.
Possibili scenari: tra rinvii e accompagnamento forzato
Ora la palla torna alla Procura: i magistrati potrebbero decidere di notificare un nuovo invito, correggendo il vizio formale e riconvocando Sempio. Oppure, potrebbero ritenere valido l’atto già emesso e procedere con un accompagnamento coattivo. Quel che appare evidente è che la difesa ha scelto una linea combattiva, pronta a far valere ogni appiglio tecnico per tutelare il proprio assistito.
Non a caso, l’avvocata Angela Taccia ha pubblicato su Instagram una storia eloquente: “Guerra dura senza paura”, accompagnata dall’espressione “CPP we love you”, in riferimento al Codice di procedura penale, e con tanto di emoji di tigre e cuoricino blu. Un gesto provocatorio, che non passa inosservato in una vicenda dove ogni segnale viene soppesato.
Stasi risponde, Marco Poggi sentito a Venezia
Intanto, Alberto Stasi ha risposto alle domande dei magistrati, mentre Marco Poggi – fratello di Chiara e amico personale di Sempio – è stato ascoltato a Venezia dal pm Giuliana Rizza. Poggi vive e lavora nella città lagunare, e la sua testimonianza è considerata rilevante per chiarire i rapporti personali e gli spostamenti nei giorni precedenti e successivi al delitto.
Un’inchiesta che sfida la verità storica
La riapertura del caso Garlasco rappresenta uno degli sviluppi più clamorosi della cronaca giudiziaria italiana degli ultimi anni. Con la condanna definitiva di Alberto Stasi, sembrava essersi chiuso un doloroso capitolo. Ma ora, con l’ipotesi che il delitto possa essere stato commesso da più persone, si aprono scenari inediti.
Se l’inchiesta porterà a un ribaltamento della verità giudiziaria, lo diranno le prossime settimane. Per il momento, la giornata del 20 maggio segna un punto di frizione tra Procura e difesa, e aggiunge nuove ombre a una vicenda che non ha ancora smesso di dividere opinione pubblica e aule di giustizia.
