Un’imponente manifestazione contro il Remigration Summit ha attraversato le strade di Milano, con un corteo che ha visto la partecipazione di circa 30.000 persone. Tuttavia, l’iniziativa di protesta si è trasformata rapidamente in uno scenario di scontri con le forze dell’ordine, segnato dall’uso di manganelli, fumogeni e idranti.
Il corteo si è snodato per le vie del centro, ma quando i manifestanti hanno raggiunto via Carducci, i partecipanti delle prime file hanno improvvisamente fermato il corteo, indossato caschi e lanciato una serie di fumogeni. In quel momento, il percorso originario è stato deviato: invece di proseguire per via Carducci, il corteo ha preso via Leopardi, per poi girare in via Boccaccio. Qui si sono verificati i primi contatti fisici tra i manifestanti e la polizia, che ha risposto all’intensificarsi della protesta con l’uso degli idranti.
Gli scontri sono proseguiti quando il corteo ha tentato di avanzare lungo via Caradosso, dove le forze dell’ordine hanno bloccato la strada. In quel frangente, i manifestanti, in particolare quelli legati ai centri sociali, hanno reagito lanciando petardi e bottiglie di vetro. La polizia, per disperdere la folla e ripristinare l’ordine, ha risposto con il lancio di lacrimogeni, accentuando ulteriormente la tensione.
Nonostante gli scontri, i manifestanti non hanno abbandonato la manifestazione, proseguendo infine verso via Boccaccio, da dove erano partiti, sebbene il clima di tensione e il confronto con le forze dell’ordine siano continuati per alcune ore.
Il corteo, che aveva come obiettivo denunciare e protestare contro le politiche legate al “Remigration Summit”, ha dimostrato l’ennesimo episodio di protesta radicale in una città che da tempo è teatro di manifestazioni contro tematiche politiche e sociali. Nonostante l’ampia partecipazione e la violenza verbale, l’appello degli organizzatori si è concentrato sull’importanza della mobilitazione contro quello che definiscono “un summit che mina i diritti e la dignità dei migranti”.
L’evento di oggi ha riproposto un tema scottante, legato alla gestione delle politiche migratorie e ai diritti umani, ma ha anche messo in luce la crescente tensione nelle piazze italiane, dove le proteste continuano a evolversi in scenari di conflitto tra manifestanti e forze dell’ordine.
