13 Ottobre 2026, martedì
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Pac, semplificazione con riserva: l’analisi di Laureti (PD) tra aperture e critiche

La proposta della Commissione Ue divide: plauso agli aiuti ai piccoli agricoltori, ma preoccupano i segnali di disimpegno ecologico. L'eurodeputata dem: “No al fondo unico con la coesione, la Pac resti uno strumento autonomo e sostenibile”

Bruxelles – La proposta della Commissione europea per la semplificazione della Politica agricola comune (Pac) accende il dibattito e raccoglie giudizi contrastanti. A prendere posizione è Camilla Laureti, eurodeputata del Partito Democratico e responsabile nazionale del partito per le politiche agricole, che in occasione del secondo appuntamento del ciclo “Quale futuro per l’agricoltura?”, ha illustrato una lettura articolata delle misure in discussione.

“La semplificazione è un obiettivo condivisibile, ma va gestita con equilibrio – ha spiegato Laureti –. Accogliamo con favore gli interventi a sostegno dei piccoli agricoltori, in particolare quelli finalizzati a rafforzarne la competitività e a ridurre il peso degli oneri amministrativi. Apprezziamo in modo particolare la direzione presa per l’agricoltura biologica, che finalmente viene riconosciuta come settore da sostenere anche in termini burocratici”.

Tuttavia, non mancano i punti critici. L’europarlamentare dem esprime “forte preoccupazione” per alcune misure che, secondo la sua analisi, rischiano di indebolire il legame tra la Pac e la transizione ecologica: “Il connubio tra giusto reddito per gli agricoltori e sostenibilità ambientale è per noi un caposaldo irrinunciabile. Temiamo che alcune delle proposte in campo rappresentino un arretramento su questo fronte”.

Guardando al medio termine, Laureti sottolinea la necessità di lavorare già oggi sulla programmazione post-2027, in attesa di una valutazione accurata dell’attuale ciclo 2023-2027. E lancia un monito sul futuro assetto finanziario della politica agricola: “Siamo assolutamente contrari all’ipotesi di un fondo unico con le politiche di coesione. La Pac ha bisogno di risorse adeguate, indicizzate rispetto all’inflazione, non di tagli mascherati da razionalizzazioni”.

Il futuro dell’agricoltura europea, per Laureti, deve poggiare su pilastri ben precisi: “Giusto reddito per chi lavora la terra, priorità ai piccoli produttori, ai giovani e alle donne – soprattutto nelle aree interne – e rispetto delle condizionalità ambientali e sociali. Solo così potremo costruire una politica agricola che sia davvero all’altezza delle sfide del nostro tempo”.

Il confronto promosso dal Partito Democratico con sindacati, associazioni agricole e ambientaliste proseguirà nelle prossime settimane, con l’obiettivo di delineare una proposta condivisa e ambiziosa per l’agricoltura del futuro.

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