6 Ottobre 2026, martedì
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Strage della fame nel Mediterraneo: tre morti su un gommone, due sono bambini

Drammatico sbarco a Lampedusa: 57 migranti salvati dopo giorni alla deriva. Recuperati i corpi di un uomo e di due piccoli di due anni. Un altro uomo risulta disperso in mare.

LAMPEDUSA – Un’altra tragedia nel Mediterraneo centrale, ancora una volta lungo la rotta della disperazione che unisce la Libia alle coste italiane. Nella notte, a Lampedusa, sono sbarcati 57 migranti soccorsi dalla nave Nadir della ong tedesca ResQship. Sul gommone, però, c’erano anche tre cadaveri: un uomo di circa 30 anni e due bambini di appena due anni. A ucciderli, con ogni probabilità, non sono state le onde, ma la fame, la sete e l’attesa straziante di un soccorso che non arrivava.

Il gommone era partito da Zawia, in Libia, nella notte tra mercoledì e giovedì. Secondo quanto raccontato dai sopravvissuti, l’imbarcazione lunga circa 8 metri è rimasta alla deriva per giorni, senza scorte di cibo né acqua, in balia del sole e delle correnti. Quando il veliero dell’organizzazione umanitaria li ha intercettati, sabato pomeriggio, i volti erano già segnati dalla disidratazione e dal trauma. Per tre di loro era troppo tardi.

I corpi sono stati trasferiti alla camera mortuaria del cimitero di Cala Pisana, dove verranno sottoposti a ispezione cadaverica. Si tratta, con ogni probabilità, di morti per stenti. Due delle vittime avevano appena iniziato a vivere: bambini piccoli, senza nome, senza terra, naufragati prima ancora di arrivare in un mondo che li potesse accogliere.

Ma il bilancio potrebbe essere ancora più grave. Dalle testimonianze raccolte emerge che durante la traversata un altro uomo sarebbe finito in mare. Avrebbe cercato sollievo nell’acqua, forse per lenire gravi ustioni provocate dal contatto con il carburante del motore, ma non è più riuscito a risalire a bordo. Il fatto sarebbe avvenuto in zona SAR maltese, nella mattinata di sabato. Da allora di lui non si hanno più notizie.

La traversata era stata pagata a caro prezzo: 1.500 dollari a testa, riferiscono i sopravvissuti, che hanno affrontato il viaggio nella speranza di una vita migliore. Tra i 57 sbarcati, due sono minori e non sono stati ancora ascoltati dalle autorità.

Intanto a Lampedusa si ripete un copione già visto troppe volte: emergenza continua, salme allineate nelle camere mortuarie, sopravvissuti stremati sulle banchine, occhi pieni di terrore e sogni infranti. Il Mediterraneo continua ad essere una frontiera che separa la vita dalla morte, e sempre più spesso si trasforma in un cimitero liquido.

La guardia costiera e le autorità italiane continuano a monitorare la zona, mentre le organizzazioni umanitarie rilanciano l’allarme: senza corridoi legali e missioni di soccorso coordinate, queste tragedie resteranno una dolorosa quotidianità.

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