ASSAGO – In un’Italia che ancora oggi combatte quotidianamente contro le infiltrazioni mafiose, ci sono gesti che valgono più di mille parole. Questa mattina, ad Assago, nell’ambito della rassegna “Primavera della Legalità 2025”, si è celebrato uno di questi momenti: la riconsegna ufficiale alla comunità di un bene confiscato alla ‘ndrangheta, un tempo appartenente a un narcotrafficante, oggi trasformato in simbolo vivo e concreto di giustizia e rinascita civile.
A rappresentare le istituzioni regionali è stata Paola Pollini, Presidente della Commissione speciale Antimafia della Lombardia, che ha preso parte alla cerimonia con un messaggio forte e appassionato:
«È un onore essere qui oggi – ha detto – per testimoniare come la legalità possa radicarsi nei territori anche attraverso la restituzione concreta dei beni strappati alla criminalità organizzata. Questo immobile non è semplicemente una struttura: è un presidio di dignità e speranza».
Un bene confiscato che torna alla collettività
L’immobile, situato nel territorio comunale di Assago, entrerà a far parte del patrimonio collettivo, pronto ad accogliere nuove funzioni di pubblica utilità. Non solo uno spazio fisico restituito, ma un punto fermo nella lotta alla criminalità organizzata, in una zona – quella del milanese – dove, come ricordato dalla stessa Pollini, la presenza di cosche della ‘ndrangheta è documentata e tuttora attiva.
Il ruolo della Regione e della Commissione Antimafia
Pollini ha colto l’occasione per fare il punto sul lavoro della Commissione da lei presieduta, ricordando che il tema dei beni confiscati è oggi uno degli assi portanti dell’attività istituzionale:
«Abbiamo ascoltato amministratori, associazioni, esperti del terzo settore e l’Agenzia Nazionale. Da questi confronti è nata una risoluzione approvata di recente, che impegna la Giunta regionale a rivedere i criteri per i contributi a fondo perduto, superando i limiti demografici e l’attuale tetto massimo di 150.000 euro, troppo rigido per molte realtà locali».
Inoltre, ha sottolineato la disponibilità di una task force regionale dedicata ai Comuni, per supportare la progettazione e la valorizzazione dei beni confiscati: «Uno strumento prezioso – ha detto – che aiuta gli enti locali a immaginare il miglior futuro possibile per questi spazi, affinché non restino mai inutilizzati».
Legalità come cammino collettivo
Non è stata solo una cerimonia istituzionale, quella di Assago. È stato, nelle parole di Pollini, “un momento alto di democrazia, di riscatto e di responsabilità collettiva”.
«Eventi come questo – ha concluso – sono tappe di un cammino che coinvolge tutti: istituzioni, cittadini, giovani, associazioni. E da oggi, da qui, possiamo dirlo con forza: il cammino continua».
