5 Ottobre 2026, lunedì
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Addio a Jair da Costa, la “Freccia Nera” della Grande Inter

Velocità fulminante, gol decisivi e un palmarès leggendario: si spegne a 84 anni uno dei simboli più luminosi dell’Inter di Herrera e del calcio mondiale.

È morto Jair da Costa, leggenda dell’Inter e campione del mondo con il Brasile. Il calcio piange un’icona di talento, eleganza e velocità.

Il calcio internazionale saluta una delle sue stelle più brillanti. Jair da Costa, conosciuto semplicemente come Jair, si è spento all’età di 84 anni lasciando dietro di sé una scia di gloria e ricordi indelebili. Soprannominato “La Freccia Nera” per la sua fulminea rapidità sulla fascia destra, Jair è stato tra i protagonisti assoluti della leggendaria “Grande Inter” di Helenio Herrera, contribuendo in maniera decisiva ai suoi successi storici.

Nato in Brasile e cresciuto calcisticamente nel Portuguesa, Jair sbarcò a Milano nell’estate del 1962. Il suo impatto fu immediato: dribbling travolgenti, assist e gol lo resero ben presto un beniamino del pubblico nerazzurro e un pilastro della squadra. Con l’Inter conquistò 4 scudetti, 2 Coppe dei Campioni e 2 Coppe Intercontinentali, lasciando un segno indelebile in un’epoca d’oro per il club milanese.

Il momento più iconico della sua carriera europea resta il gol decisivo nella finale di Coppa dei Campioni del 1965 contro il Benfica, a San Siro: una rete che consegnò all’Inter la sua seconda Champions consecutiva e a Jair un posto nella storia del calcio.

La sua esperienza italiana fu interrotta solo nella stagione 1967-1968, vissuta con la maglia della Roma, prima del ritorno a Milano. Nel 1972 salutò l’Europa per chiudere la carriera in patria con il Santos, la squadra di Pelé, prolungando di qualche anno una parabola calcistica già leggendaria.

Anche se non scese mai in campo durante il Mondiale in Cile del 1962, Jair fu parte di quel Brasile campione del mondo, un titolo che arricchisce ulteriormente il suo straordinario curriculum.

Jair da Costa non è stato solo un grande esterno offensivo, ma un simbolo di stile, potenza e visione del gioco. Se ne va un interprete unico del calcio romantico, capace di incantare le folle con la sua corsa instancabile e il suo sorriso discreto.

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