12 Ottobre 2026, lunedì
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Chi eleggerà il prossimo Papa: identikit dei 135 cardinali con diritto di voto

Papa Francesco ha nominato la maggior parte degli attuali elettori del Conclave, plasmando un Sacro Collegio meno eurocentrico e più rappresentativo delle “periferie” del mondo. Ma tra loro non mancano voci critiche.

Un Collegio elettorale globale e variegato: la mappa dei cardinali elettori
Al momento sono 135 i cardinali con diritto di voto in un eventuale Conclave, ovvero tutti coloro che non hanno ancora compiuto 80 anni. Questo numero supera di gran lunga la soglia dei 120 stabilita da Paolo VI nella costituzione apostolica Romano Pontifici Eligendo (poi confermata da Giovanni Paolo II con Universi Dominici Gregis). Tuttavia, è ormai prassi consolidata che i Papi deroghino a questo limite, come ha fatto anche Francesco, soprattutto con l’ultimo Concistoro del 7 dicembre 2024, il decimo del suo pontificato, in cui ha creato 20 nuovi elettori.

Tra pochi giorni, il 16 maggio, il cardinale spagnolo Carlos Osoro Sierra compirà 80 anni e perderà il diritto di voto, portando il numero a 134. Tuttavia, la scelta di Papa Francesco di “abbondare” nella creazione di nuovi porporati sembra rispondere a una strategia di lungo respiro: garantire un margine di stabilità numerica e rappresentativa in vista di una futura elezione papale.

Il segno di Francesco: nomine numerose ma non monolitiche
Papa Bergoglio ha finora creato 163 cardinali, di cui 133 erano elettori al momento della nomina. Di questi, 107 hanno oggi diritto di voto: rappresentano quindi la larga maggioranza del Collegio, una configurazione che teoricamente potrebbe influenzare in modo decisivo il prossimo Conclave.

Ma omogeneità non significa uniformità: tra i cardinali creati da Francesco ci sono figure che si sono distinte per il dissenso aperto verso il suo pontificato. È il caso, ad esempio, del cardinale tedesco Gerhard Ludwig Müller, già prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede sotto Benedetto XVI, che non ha mai risparmiato critiche a Bergoglio, soprattutto su questioni dottrinali. Anche alcuni cardinali africani, su temi come l’etica sessuale o la benedizione delle coppie omosessuali prevista nel documento Fiducia supplicans, esprimono visioni più conservatrici rispetto alla linea prevalente in Europa.

Un Collegio meno eurocentrico, più “universale”
Forse il tratto più distintivo del pontificato di Francesco, almeno sul piano delle nomine cardinalizie, è la ridefinizione della geografia del Sacro Collegio. L’Europa resta il continente più rappresentato, con 59 elettori (di cui 19 italiani), ma è ben lontana dall’egemonia del passato. Seguono le Americhe con 37 cardinali (16 dal Nord, 4 dall’America Centrale e 17 dal Sud), l’Asia con 20, l’Africa con 16 e l’Oceania con 3. Un mosaico che riflette una Chiesa meno centrata sull’Occidente e più attenta alle istanze delle “periferie”, tanto geografiche quanto esistenziali, come ama definirle Francesco.

Una Chiesa in trasformazione: i temi sul tavolo del futuro Conclave
La prossima elezione papale, quando avverrà, non sarà soltanto la scelta di un successore, ma anche un momento cruciale per decidere in quale direzione proseguirà il cammino della Chiesa cattolica. Le sfide sono molteplici: dalla pace globale minacciata da quella che papa Francesco ha definito una “terza guerra mondiale a pezzi”, al rapporto con la politica in un’epoca di profonde mutazioni, fino ai temi sociali e ambientali. Cresce, inoltre, l’attenzione alle disuguaglianze, alle povertà materiali e spirituali, e alla salvaguardia del creato.

Religiosi in Conclave: 34 rappresentanti di ordini
Interessante anche la presenza degli ordini religiosi nel prossimo Conclave: saranno in tutto 34 i cardinali appartenenti a congregazioni. I più rappresentati sono i Salesiani (5) e i Gesuiti (4), ordine dello stesso papa Francesco. Seguono i Francescani in varie declinazioni (4 dell’Ordine dei Frati Minori, 3 Conventuali, 1 Cappuccino), i Domenicani (2), i Vincenziani (2), i Redentoristi (2), i Verbiti (2), e altri ancora, fino al Missionario della Consolata Giorgio Marengo.

Il più giovane e il più anziano
Il decano in termini anagrafici tra gli elettori (ancora per poco) è proprio Carlos Osoro Sierra, che lascerà il Collegio attivo il 16 maggio. Subito dopo di lui, per età, c’è il guineano Robert Sarah. Il più giovane è invece l’ucraino Mykola Byčok, 45 anni compiuti lo scorso 13 febbraio: un segno della volontà di Francesco di investire anche su figure giovani, dinamiche e fortemente radicate nelle realtà locali.

Conclusione: un Conclave specchio del mondo
Il futuro Conclave si preannuncia come il più globalizzato e variegato della storia moderna della Chiesa. Con un Sacro Collegio sempre meno eurocentrico, attraversato da tensioni ma anche da nuove sensibilità e orizzonti, la scelta del successore di Pietro sarà chiamata a confrontarsi con un mondo in piena trasformazione. E, proprio per questo, anche con una Chiesa che cerca – faticosamente ma con determinazione – di rinnovarsi.

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