6 Ottobre 2026, martedì
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Restituiti Al Museo Archeologico Nazionale dell’Umbria oltre 2000 Reperti Storici Recuperati dai Carabinieri

Un’operazione del Nucleo TPC di Cosenza, nell’ambito dell'indagine "ACHEI", riporta al patrimonio dello Stato preziosi reperti archeologici trafugati da tombaroli.

Nella mattinata odierna, un importante evento ha avuto luogo presso il Museo Archeologico Nazionale dell’Umbria, dove oltre duemila reperti archeologici di eccezionale valore storico sono stati ufficialmente restituiti al patrimonio dello Stato. La cerimonia, che ha visto la partecipazione di numerose autorità civili, militari e culturali, è stata presieduta dal Comandante del Gruppo Carabinieri TPC di Roma, affiancato dal Comandante del Nucleo Carabinieri TPC di Cosenza. I reperti, provenienti da diverse civiltà storiche, tra cui quella italica, etrusca, greca e magnogreca, sono stati recuperati nell’ambito dell’indagine “ACHEI”, condotta congiuntamente dalla Procura della Repubblica di Crotone e dai Carabinieri del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale (TPC) di Cosenza.

L’evento si è svolto alla presenza di importanti figure istituzionali, tra cui il Capo del Dipartimento Tutela Patrimonio Culturale del Ministero della Cultura (MiC), il Direttore Generale dei Musei del MiC, il Comandante della Legione Carabinieri “Umbria”, e il Direttore Regionale dei Musei Nazionali di Perugia, insieme ad altre autorità locali. La restituzione di questi reperti rappresenta non solo un atto di grande valore simbolico, ma anche un’importante azione di recupero e tutela della nostra eredità storica, che riguarda un periodo cruciale per l’Italia centrale e la regione umbra.

I reperti, recuperati nel corso di un’indagine che ha coinvolto numerosi tombaroli operanti a livello nazionale e internazionale, sono stati trafugati da vari siti archeologici dell’Italia centrale. Gli accertamenti effettuati dai Carabinieri hanno rivelato l’esistenza di un vasto traffico clandestino di beni archeologici, con un’organizzazione che estendeva le proprie ramificazioni in paesi esteri, tra cui Gran Bretagna, Francia, Germania e Serbia. Le indagini, che si sono svolte tra maggio 2017 e luglio 2018, hanno permesso di smantellare un sistema ben collaudato in cui diverse bande di “tombaroli”, suddivisi in ruoli specifici, alimentavano un flusso continuo di beni archeologici di grande valore economico, destinati ad essere venduti sul mercato nero.

La restituzione di questi reperti, oggi consegnati al Museo Archeologico Nazionale dell’Umbria, è il risultato di una lunga e complessa attività investigativa, che ha visto il coinvolgimento di diverse istituzioni e la collaborazione tra le forze dell’ordine e gli esperti del settore culturale. Grazie all’impegno dei Carabinieri TPC, in stretta sinergia con il Ministero della Cultura, è stato possibile recuperare una serie di oggetti di inestimabile valore, che raccontano la storia millenaria della nostra identità collettiva. Questi reperti, che vanno dalle statuette etrusche ai vasi greci, dalle monete romane agli utensili preistorici, sono testimonianze preziose di un passato che appartiene a tutta la comunità e che oggi torna a essere parte integrante del nostro patrimonio culturale.

L’operazione “ACHEI”, che ha portato al recupero di questi straordinari reperti, è il frutto del lavoro instancabile di uomini e donne altamente specializzati, tra cui carabinieri e esperti civili, che hanno lavorato con professionalità per garantire che la nostra storia non andasse perduta. Grazie a questa azione, le tracce della nostra civiltà, sequestrate illegalmente e disperse, sono ora tornate nel loro giusto contesto, restituendo così al popolo italiano e al mondo intero un patrimonio che racconta la nostra storia, la nostra cultura, e la nostra identità.

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