La guerra commerciale tra gli Stati Uniti e l’Europa sembra entrare in una nuova, più acuta fase. Donald Trump ha annunciato con fermezza che l’amministrazione americana impone dazi del 25% su auto e altri beni provenienti dall’Unione Europea, accusando Bruxelles di aver “fregato” gli Stati Uniti. La decisione è stata resa nota durante il primo consiglio dei ministri della nuova amministrazione di Trump, che ha definito l’Ue come una “struttura creata per danneggiare gli Stati Uniti”. Non sono stati ancora rivelati i dettagli specifici di questa nuova “stangata” economica, ma Trump ha promesso che le misure saranno annunciate a breve.
La reazione di Bruxelles è immediata e categorica: “Risponderemo con fermezza e prontamente”, ha dichiarato un portavoce dell’Unione, segnando il tono di una risposta che si prevede sarà altrettanto incisiva. La preoccupazione internazionale è alta, e Mosca ha commentato la situazione, avvertendo che “le guerre commerciali danneggiano tutti” – un chiaro segnale di come le ripercussioni di un simile conflitto potrebbero estendersi ben oltre l’Atlantico.
Anche Elon Musk non ha tardato a commentare la situazione, lanciando un allarme più interno: “Senza tagli significativi alla spesa pubblica, gli Stati Uniti rischiano la bancarotta”. Il magnate della Tesla ha esortato il governo a fare scelte drastiche per evitare una crisi economica imminente. Ma la pressione politica di Trump non si è fermata qui. Il presidente ha “minacciato” i suoi ministri, esortandoli a schierarsi a favore della politica economica dell’amministrazione, o di lasciare il governo. “Chi non è contento di Elon Musk può anche andare via”, ha dichiarato con tono secco, lasciando intendere che chi non supporta le sue scelte dovrà fare i conti con il suo ultimatum.
In Europa, le reazioni continuano a muoversi in direzione di una risposta coordinata. Il Ministro degli Esteri italiano, Antonio Tajani, ha dichiarato che “le risposte sui dazi sono una questione di livello europeo”, aggiungendo che l’Europa si muoverà per tutelare i suoi interessi e quelli delle sue imprese, senza farsi intimidire dalle pressioni esterne. “Dialogheremo, ma la nostra determinazione non mancherà”, ha affermato Tajani, facendo capire che l’Italia, e con essa l’Europa, non intende cedere di fronte a minacce economiche.
La domanda che rimane sospesa nell’aria, però, è un’altra: la premier Giorgia Meloni è al corrente di quanto stia accadendo? Nonostante le dichiarazioni di Tajani, l’incertezza sulle dinamiche interne al governo italiano riguardo alla gestione della situazione con gli Stati Uniti lascia aperte molte domande. La partita economica è appena iniziata, ma gli sviluppi di questa guerra commerciale potrebbero avere conseguenze devastanti per l’economia globale e le relazioni transatlantiche.
