Lo sciopero dei magistrati indetto dall’Associazione Nazionale Magistrati (Anm) non è una difesa di privilegi, ma una ferma protesta a tutela dei principi fondamentali della Costituzione italiana. A chiarirlo è il presidente dell’Anm, Cesare Parodi, che ha sottolineato come la manifestazione sia incentrata sulla difesa dell’indipendenza della giustizia e sul rischio che una riforma, che prevede la separazione delle carriere, possa compromettere il ruolo del pubblico ministero (pm) e, di riflesso, il diritto dei cittadini a una giustizia equa e imparziale.
“Lo sciopero non è contro nessuno, ma è a difesa di valori costituzionali su cui si fonda il nostro sistema giuridico”, ha dichiarato Parodi. “Non stiamo difendendo una casta, ma semplicemente ciò che è giusto per il nostro Paese”, ha ribadito, cercando di sgombrare il campo da interpretazioni che possano far passare la protesta come un tentativo di proteggere interessi corporativi.
La preoccupazione principale dei magistrati riguarda la riforma che intende separare le carriere tra giudici e pubblici ministeri, creando una distinzione netta tra le due funzioni. Secondo Parodi, questa modifica potrebbe ridurre l’autonomia del pubblico ministero, rendendo la figura del pm più vulnerabile ai condizionamenti dei “poteri forti”. “Il rischio è che il pubblico ministero, che oggi rappresenta una garanzia per tutti i cittadini, possa venire influenzato da fattori esterni. E questo sarebbe un danno enorme per il sistema giuridico e per la fiducia dei cittadini nella giustizia”, ha avvertito il presidente dell’Anm.
A sostegno delle proprie ragioni, i magistrati hanno organizzato anche un simbolico flash mob davanti alla Corte di Cassazione, in Piazza Cavour a Roma. In toga, con una coccarda tricolore e una copia della Costituzione in mano, i manifestanti si sono schierati sulle scale del Palazzaccio, a testimoniare il loro impegno a difesa dei principi democratici su cui si fonda l’ordinamento giuridico italiano.
La protesta dei magistrati non solo mette in discussione la riforma in discussione, ma si inserisce in un dibattito più ampio sulla tutela dell’indipendenza della giustizia, che resta uno dei pilastri fondamentali della nostra democrazia. La mobilitazione continua, con l’Anm pronta a portare avanti la sua lotta per la giustizia e per la salvaguardia della Costituzione.
