La guerra dei dazi, voluta da Donald Trump, entra in una nuova fase con un’importante retromarcia da parte delle Poste Americane. Dopo aver annunciato, solo poche ore prima, la sospensione temporanea dell’accettazione di pacchi provenienti da Cina e Hong Kong, il Servizio Postale degli Stati Uniti (USPS) ha corretto il tiro, riprendendo ad accettare la posta e i pacchi in arrivo da questi Paesi. La decisione arriva dopo le forti critiche di Pechino, che aveva definito la misura “irragionevole”, esortando gli Stati Uniti a interrompere azioni che danneggiano il commercio internazionale.
Il primo annuncio di sospensione aveva provocato un drastico crollo in Borsa per le principali società cinesi di e-commerce, che dipendono fortemente dalle spedizioni internazionali. La reazione delle autorità cinesi è stata immediata e veemente, con un appello affinché Washington rivedesse la sua posizione. La situazione ha fatto emergere ulteriori tensioni tra le due potenze economiche, nel contesto di una guerra commerciale che continua a segnare le relazioni bilaterali.
Nel frattempo, l’Europa si trova a fronteggiare le implicazioni della nuova politica commerciale degli Stati Uniti, cercando una soluzione che eviti l’escalation dei dazi. Adolfo Urso, ministro delle Imprese e del Made in Italy, ha lanciato un monito: “Evitare una guerra dei dazi è cruciale, sarebbe devastante per ognuno di noi”, dichiarando che l’Unione Europea deve avviare un dialogo costruttivo con Washington. Secondo Urso, la cooperazione strategica tra le due sponde dell’Atlantico deve essere basata su un confronto aperto e fruttuoso.
La Commissione Europea, con Ursula von der Leyen al timone, ha fatto sapere che negozierà con gli Stati Uniti per proteggere gli interessi europei. Il fine è quello di evitare un’escalation che danneggerebbe l’economia dell’Unione. La posizione della Francia appare decisamente più dura: Parigi ha dichiarato che non ci saranno concessioni nei confronti di Trump, e il Paese è pronto a rispondere con ritorsioni qualora necessario.
In Gran Bretagna, il leader dell’opposizione, Keir Starmer, ha fatto sapere che, sebbene ci siano divergenze con Washington, Londra continuerà a mantenere una solida relazione con gli Stati Uniti, anche sotto la nuova amministrazione. Il Regno Unito, infatti, è particolarmente attento a non danneggiare i legami economici e politici con il gigante americano, ma senza perdere di vista la necessità di tutelare i propri interessi in un panorama internazionale sempre più complesso.
Con l’equilibrio dei mercati e delle relazioni internazionali messo a rischio dalla guerra dei dazi, le potenze mondiali dovranno trovare il modo di navigare tra le sfide di una crescente protezione commerciale, pur cercando soluzioni che non danneggino irreparabilmente le economie globali.
