Anche oggi, i pendolari lombardi e i viaggiatori in generale sono stati costretti a fare i conti con una nuova giornata di disagi: appuntamenti saltati, ritardi al lavoro e ore di lezione perse. Una realtà ormai quotidiana per chi, ogni giorno, si affida al trasporto pubblico. A sollevare la questione è Nicola Di Marco, capogruppo del Movimento Cinque Stelle in Consiglio regionale, che punta il dito contro la gestione della situazione da parte dei governi locali e nazionali. Secondo Di Marco, infatti, quanto sta accadendo nel settore dei trasporti è il riflesso di un fallimento che segue lo stesso tragico copione applicato alla sanità pubblica: un caos sempre più inaccettabile.
“La destra che governa Regione Lombardia e l’intero Paese sta riproponendo il modello che ha devastato la sanità pubblica anche nel trasporto pubblico”, denuncia Di Marco, esprimendo la sua preoccupazione per un quadro che, giorno dopo giorno, sembra deteriorarsi ulteriormente. Se inizialmente la colpa veniva attribuita al governo e a RFI, ora che il ministro dei Trasporti è Matteo Salvini, la situazione si complica ulteriormente: “Quando non si parla di complotti o sabotaggi, si cerca di scaricare la responsabilità sui lavoratori, criticando e cercando di limitare un diritto sacrosanto come quello dello sciopero”.
Il capogruppo M5S non si limita a un generico sfogo, ma lancia una concreta proposta: dal mese di ottobre, ha sollecitato più volte che i rappresentanti sindacali vengano ascoltati durante i lavori della Commissione Trasporti in Regione Lombardia. Un’iniziativa che, ad oggi, non ha trovato spazio: “Nonostante le ripetute richieste, l’audizione non è ancora stata calendarizzata. Evidentemente, i problemi legati ai trasporti pubblici non sono una priorità per Regione Lombardia”.
Una denuncia che non solo evidenzia l’inefficienza, ma punta il dito contro un sistema politico che sembra sempre più distante dalle reali esigenze della popolazione. La gestione dei trasporti pubblici è, per Di Marco, l’ennesimo esempio di come la politica stia fallendo nel rispondere alle necessità quotidiane dei cittadini lombardi. E mentre i pendolari continuano a pagare il prezzo di questa disorganizzazione, la priorità per la politica sembra essere un’altra: fare della critica ai lavoratori e al loro diritto di scioperare il capro espiatorio perfetto per un fallimento che, invece, ha radici ben più profonde.
