3 Luglio 2026, venerdì
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Capodanno da incubo: il racconto degli studenti belgi a Milano

Sei giovani partiti da Liegi per festeggiare l'arrivo del nuovo anno si sono trovati al centro di un'esperienza drammatica tra la folla di piazza Duomo.

Milano, la capitale meneghina dell’eleganza e dello stile, si è trasformata in un teatro di orrore per un gruppo di sei studenti belgi, quattro ragazze e due ragazzi, in cerca di una notte di festa per celebrare l’inizio del nuovo anno. Invece, hanno trovato un incubo.

“Eravamo venuti per divertirci, ma la serata si è trasformata presto in un incubo”, racconta L.B., una delle vittime, intervistata dal quotidiano belga Sudinfo La Meuse. I giovani si erano radunati in piazza Duomo, dove, tra i giochi di luce e il boato dei fuochi d’artificio, si è scatenata una sequenza di eventi che difficilmente dimenticheranno.

“Abbiamo subìto un’aggressione sessuale di fronte a migliaia di persone. Prima soltanto a parole, poi coi fatti”, continua L.B. La calca e la confusione, acuite dal lancio di petardi e fuochi pirotecnici, hanno offerto ai presunti aggressori l’opportunità di avvicinarsi e compiere gesti ignobili. “Alcuni ci tenevano per mano, mentre altri ci toccavano sotto i vestiti, nonostante le giacche e le sciarpe”. Le ragazze, e persino i ragazzi, si sono trovati intrappolati in una spirale di violenza.

La folla e l’impotenza delle autorità

Nel caos, i giovani si sono rivolti alla polizia presente sul posto. L.B. racconta che, solo grazie all’intervento di un uomo italiano, è riuscita a liberarsi e a trovare un agente di polizia. Ma anche qui la risposta è stata sconfortante: “Una poliziotta ha pianto di fronte a noi, dicendoci che era impotente di fronte a questa situazione”. La calca e l’anarchia della notte di Capodanno hanno messo in ginocchio persino le forze dell’ordine.

I giovani belgi, che si erano documentati sulla sicurezza della città prima della partenza, non si aspettavano un tale rischio. “Ci eravamo informati in anticipo, ma nessuno segnalava un pericolo del genere in questa notte di Capodanno a Milano”, spiega ancora L.B., incredula.

Segni indelebili

“Queste aggressioni non vengono menzionate sui giornali, ma sono sul nostro corpo e nella nostra testa per tutta la vita”, conclude con amarezza L.B. Il racconto degli studenti belgi non è solo una denuncia di ciò che hanno vissuto, ma anche un richiamo a una maggiore attenzione verso la sicurezza nei grandi eventi e alla necessità di prevenire che tali episodi si ripetano.

La notte che doveva essere di festa si è trasformata in un ammonimento per tutti: la sicurezza personale non può mai essere data per scontata, nemmeno sotto le luci di una città in festa.

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