L’accordo raggiunto tra Democratici e Repubblicani per evitare lo shutdown del governo americano rischia di non passare, e a metterci il volto è Elon Musk, l’uomo più ricco del mondo. Il patron di Tesla, designato da Donald Trump a occuparsi dei tagli alla spesa pubblica, è salito in prima linea per contrastare la legge, accusandola di essere un’inutile accozzaglia di spese eccessive. “Questa legge non deve passare”, ha dichiarato su X, rivolgendosi ai suoi 207 milioni di follower e schierandosi con l’ala più conservatrice del Congresso, quella dei deputati dell’estrema destra che criticano l’accordo come una “legge albero di Natale”, carica di voci di spesa non necessarie.
La sua presa di posizione potrebbe creare non pochi grattacapi per lo Speaker Mike Johnson, che ha faticosamente negoziato l’accordo e ora si trova a dover affrontare una sollevazione interna proprio alla vigilia del voto decisivo. Musk, che ha avuto un ruolo cruciale nell’ascesa di Trump e gode della sua piena fiducia, ha fatto sentire la sua voce anche direttamente a Johnson, come confermato dallo stesso Speaker in un’intervista a Fox News. “Loro (Musk e Vivek Ramaswamy, altro miliardario alleato di Trump) mi hanno detto di non criticarlo personalmente, ma di essere contrari alla spesa pubblica e io ho risposto: ‘Anche a me non piace'”, ha rivelato Johnson.
L’accordo, che prevede una legge di spesa provvisoria fino al 14 marzo, ha l’obiettivo di evitare il blocco delle attività governative e di dare tempo al prossimo Congresso, che sarà sotto il controllo dei Repubblicani, e al presidente Trump di stabilire le modalità di finanziamento per il resto dell’anno. Tuttavia, il testo di 1500 pagine include ingenti stanziamenti, tra cui 100 miliardi di dollari per gli interventi di emergenza post-uragano e 10 miliardi per supportare i coltivatori, voci che stanno sollevando critiche tra i più estremisti del partito. Con il voto fissato per domani, la posta in gioco è altissima.
