Dopo l’eliminazione di Yahya Sinwar, leader di Hamas, l’organizzazione palestinese affronta una fase di transizione e riorganizzazione. Sinwar, leader del braccio militare e uno dei principali responsabili dell’assalto del 7 ottobre, era noto per la sua centralizzazione del potere e il controllo ferreo della leadership militare. La sua morte segna un punto critico per Hamas, che ha perso molti dei suoi principali quadri operativi durante l’intensificarsi delle operazioni israeliane contro Gaza.
Con Sinwar fuori scena, il fratello Mohammed Sinwar potrebbe assumere un ruolo più importante. Già noto per essere uno dei principali collaboratori delle Brigate al-Qassam, Mohammed ha dimostrato capacità diplomatiche e militari, mantenendo relazioni con altri gruppi palestinesi ed egiziani. Tuttavia, la catena di comando di Hamas è stata duramente colpita, e le forze israeliane sostengono di aver neutralizzato la maggior parte dei leader delle Brigate, rendendo difficile la riorganizzazione immediata.
Al di fuori di Gaza, Hamas ha figure storiche nella diaspora, come Khaled Meshal, Khalil al-Haya e Musa Abu Marzouk, che potrebbero influenzare il movimento. Tuttavia, la perdita di quadri militari e comandanti operativi rallenta la capacità di Hamas di reagire come in passato.
Prima del conflitto, Hamas contava su circa 30.000 combattenti, ma si stima che oltre la metà di questi sia stata eliminata dalle operazioni israeliane. Israele ha rivendicato la distruzione dell’80% della rete di tunnel sotterranei, una delle armi strategiche più potenti di Hamas. Nonostante queste perdite, il movimento continua a lanciare razzi e ad utilizzare tattiche di guerriglia, sfruttando le macerie di Gaza come copertura.
Nel nord, Hezbollah osserva attentamente gli sviluppi. Il gruppo libanese, alleato dell’Iran, ha già attraversato momenti di crisi nella leadership in passato, ma si è sempre ripreso grazie all’appoggio esterno, principalmente da parte dell’Iran e di milizie sciite in Iraq, Siria e Yemen. A differenza di Hamas, Hezbollah è meglio equipaggiato e ha una forza militare maggiore, ma evita un coinvolgimento diretto su larga scala per il momento. Tuttavia, continua a colpire Israele con razzi, mantenendo una pressione costante sul confine settentrionale e alimentando un clima di instabilità.
Sebbene Hamas sia stato indebolito militarmente, non è ancora sconfitto. La sua capacità di riorganizzarsi dipenderà dal tempo necessario per ricostruire le sue forze e dal sostegno internazionale, in particolare da Iran e altri gruppi. Anche Hezbollah potrebbe giocare un ruolo più attivo, qualora la situazione lo richieda, ma per ora si limita a mantenere un equilibrio di forza. La guerra contro Hamas è ben lontana dalla conclusione, e il futuro del movimento dipenderà anche dalla capacità di Israele di consolidare i propri successi sul campo.
Senza ombra di dubbio, Hamas e Hezbollah restano attori chiave nella resistenza armata contro Israele, ma la loro forza è stata significativamente ridimensionata dopo la morte di Sinwar e le operazioni israeliane in corso.
