I velivoli coinvolti sono un Aegean Airlines A3552, proveniente da Salonicco e atterrato alle 9.33, e un Ryanair FR8953, decollato da Porto e arrivato alle 10.22. In entrambi i casi non è stato disposto alcun dirottamento, ma l’atterraggio è stato seguito dall’attivazione delle procedure di sicurezza.
Gli artificieri della Polizia aeroportuale sono intervenuti per controllare gli aeromobili, verificare la presenza di eventuali dispositivi sospetti e procedere agli accertamenti sul personale e sui passeggeri. Si tratta di operazioni che, in presenza di una segnalazione di questo tipo, vengono condotte secondo protocolli rigorosi, senza lasciare nulla al caso.
La scelta di consentire l’atterraggio nello scalo milanese non significa che le minacce siano state considerate irrilevanti. Ogni decisione viene assunta sulla base delle informazioni disponibili, della valutazione del rischio e del coordinamento tra autorità aeronautiche e forze di sicurezza.
Il Dublino-Roma costretto a cambiare rotta: intervento dei caccia francesi
Particolarmente delicata la situazione del volo Aer Lingus diretto da Dublino a Roma. L’Airbus A320 era decollato alle 6.25 e stava attraversando lo spazio aereo francese quando è scattata la segnalazione di una possibile minaccia a bordo.
L’aeromobile si trovava nella zona dell’Essonne, a sud di Parigi, quando ha attivato il codice di emergenza Squawk 7700, il segnale internazionale utilizzato per comunicare una situazione di emergenza e richiedere assistenza immediata. Il velivolo ha quindi modificato la propria traiettoria, effettuando alcune manovre in volo prima di dirigersi verso la base di Évreux, in Normandia.
La risposta delle autorità francesi è stata immediata. I caccia dell’aviazione militare si sono alzati in volo per accompagnare e scortare l’aereo fino all’atterraggio. Una procedura che testimonia il livello di attenzione adottato quando una segnalazione di sicurezza riguarda un velivolo commerciale in volo.
Una volta a terra, i 151 passeggeri sono stati fatti sbarcare in sicurezza. Sono quindi scattate le verifiche previste per accertare l’eventuale presenza di ordigni o altri elementi sospetti.
Il dirottamento non rappresenta, di per sé, la conferma dell’esistenza di un pericolo effettivo. È una misura precauzionale adottata per consentire alle autorità di effettuare i controlli nelle condizioni più sicure possibili.
Wizz Air, doppio allarme sui collegamenti da Milano
Un altro episodio ha coinvolto un Airbus A321 di Wizz Air, partito da Milano Malpensa alle 7 e diretto a Varsavia. Il volo W4 6387 è stato dirottato verso Vienna dopo che, secondo quanto comunicato dalla stessa compagnia, era stata ricevuta una minaccia di bomba durante il viaggio.
La società ungherese ha confermato che la decisione è stata assunta nel rispetto delle procedure di sicurezza, precisando che la priorità è stata garantire l’incolumità dei passeggeri e dell’equipaggio.
Il dirottamento ha comportato una modifica significativa del programma di viaggio, ma in situazioni di questo genere la continuità operativa passa inevitabilmente in secondo piano rispetto alla sicurezza.
Un secondo allarme ha riguardato un altro volo Wizz Air partito da Malpensa e diretto a Bucarest. L’aeromobile è atterrato alle 11.09 all’aeroporto internazionale Henri Coandă, con 182 passeggeri a bordo. Le autorità aeroportuali romene hanno immediatamente attivato l’unità di crisi per gestire la situazione e avviare gli accertamenti.
Anche in questo caso l’attenzione si è concentrata sulle procedure di controllo e sulla verifica delle informazioni ricevute.
Helsinki-Roma, l’aereo arriva a Fiumicino sotto scorta militare
Un altro episodio significativo ha interessato un volo Finnair proveniente da Helsinki e diretto a Roma Fiumicino.
L’aeromobile è atterrato regolarmente intorno alle 9.30, accompagnato durante la fase finale del viaggio da jet dell’Aeronautica Militare italiana. Anche in questo caso era stata segnalata una possibile minaccia di bomba, circostanza che aveva imposto l’attivazione dei protocolli di sicurezza.
Dopo l’atterraggio sono intervenuti gli artificieri della Polizia per effettuare le verifiche sull’aereo. Le operazioni si sono svolte senza particolari conseguenze sull’operatività dello scalo romano.
La notizia più importante è arrivata successivamente dalla compagnia finlandese. Stiina Tuunanen, responsabile della comunicazione di Finnair, ha riferito all’emittente pubblica finlandese Yle che l’allarme si è rivelato infondato.
Un esito che conferma quanto sia necessario distinguere tra la segnalazione di una minaccia e l’effettiva presenza di un pericolo. Le autorità non possono permettersi di sottovalutare nessuna comunicazione, anche quando la sua credibilità iniziale appare limitata.
Dodici voli nel mirino, coinvolti diversi Paesi europei
La dimensione dell’episodio emerge soprattutto dalla distribuzione geografica delle segnalazioni. Oltre ai collegamenti coinvolti in Italia, gli allarmi avrebbero interessato voli diretti verso diverse destinazioni europee.
Tra gli altri collegamenti segnalati figurano un Varsavia-Bruxelles, per il quale l’allerta sarebbe successivamente rientrata, due voli diretti a Copenaghen e tre collegamenti verso la Bulgaria.
Particolare attenzione è stata riservata anche alla Repubblica Ceca, dove la polizia ha comunicato di aver ricevuto segnalazioni riguardanti quattro aerei diretti a Praga, con riferimenti alla possibile presenza di ordigni esplosivi.
Le autorità ceche hanno valutato come bassa la credibilità delle minacce, precisando tuttavia di aver attivato tutte le misure necessarie. La prudenza è stata considerata indispensabile per tutelare i passeggeri e ridurre al minimo le conseguenze sul traffico aeroportuale.
Il numero complessivo degli aeromobili coinvolti, secondo le prime informazioni, sarebbe dunque di almeno dodici. Una ricostruzione che resta soggetta agli aggiornamenti delle autorità e delle compagnie interessate, anche perché non tutte le segnalazioni hanno prodotto le stesse conseguenze operative.
Il precedente dei giorni scorsi: una serie di falsi allarmi sulle rotte europee
La vicenda di giovedì non arriva in un contesto privo di precedenti. Nel corso della settimana, infatti, diversi voli europei erano già stati interessati da segnalazioni analoghe, molte delle quali successivamente rivelatesi infondate.
Tra i collegamenti finiti sotto osservazione figuravano quattro voli Ryanair: Manchester-Murcia, Lisbona-Roma, Dublino-Roma e Dublino-Sofia.
La ripetizione degli episodi, la presenza di comunicazioni in lingua italiana e il coinvolgimento di tratte differenti rendono particolarmente importante il lavoro investigativo. Gli inquirenti dovranno verificare se esista un collegamento tra le diverse segnalazioni, se siano state utilizzate modalità tecniche comuni e se dietro le comunicazioni possa esserci un unico responsabile o una pluralità di soggetti.
Al momento non è possibile stabilire una matrice comune né attribuire con certezza un’origine alle minacce. Proprio per questo gli accertamenti informatici e investigativi assumono un ruolo centrale.
Sicurezza e traffico aereo, un equilibrio delicato
La sequenza di allarmi riporta in primo piano una questione particolarmente sensibile per il trasporto aereo europeo: la vulnerabilità di un sistema nel quale anche una comunicazione anonima, se ritenuta sufficientemente circostanziata, può innescare procedure complesse, modificare le rotte e mobilitare risorse militari e di polizia.
Ogni segnalazione deve essere valutata con serietà. Un eventuale errore per difetto potrebbe avere conseguenze gravissime, mentre un falso allarme può provocare disagi a centinaia di passeggeri, ritardi, cancellazioni e costi significativi per le compagnie e gli aeroporti.
È questo il motivo per cui le procedure non possono essere affidate a valutazioni superficiali. La sicurezza impone controlli, verifiche e, quando necessario, l’intervento dei mezzi militari per accompagnare gli aeromobili verso aeroporti considerati idonei a gestire l’emergenza.
La mattinata del 5 novembre ha mostrato quanto rapidamente una serie di comunicazioni possa trasformarsi in un problema di portata internazionale. Per i passeggeri coinvolti, il viaggio si è improvvisamente trasformato in un’attesa carica di incertezza. Per le autorità, è iniziato un lavoro di verifica che dovrà stabilire se dietro questa successione di allarmi si nasconda una strategia deliberata di disturbo o una serie di episodi indipendenti.
La priorità resta naturalmente una sola: garantire l’incolumità delle persone. Ma, una volta completati gli accertamenti, sarà altrettanto importante individuare i responsabili e comprendere la natura di una sequenza di minacce che ha attraversato i cieli europei, coinvolgendo anche alcuni dei principali collegamenti con l’Italia.
