6 Novembre 2026, venerdì
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Lucca, famiglia di quattro persone intossicata dal monossido: in camera iperbarica anche due bambini di uno e tre anni

Notte di paura a Ponte a Moriano: padre, madre e i due figli trasferiti all’ospedale Santa Chiara di Pisa dopo i primi accertamenti al San Luca. I vigili del fuoco stanno cercando di individuare l’origine della fuga di gas. È l’ennesimo episodio registrato nel giro di poche ore, un susseguirsi di casi che riaccende l’attenzione sui rischi, spesso silenziosi e imprevedibili, del monossido di carbonio.

Ancora un’intossicazione da monossido di carbonio, ancora una famiglia coinvolta e, questa volta, due bambini piccolissimi. La paura si è materializzata nella notte a Ponte a Moriano, nel territorio comunale di Lucca, dove quattro persone, padre, madre e i loro due figli di uno e tre anni, sono rimaste esposte al gas all’interno della propria abitazione. Tutti e quattro sono stati successivamente trasferiti alla camera iperbarica dell’ospedale Santa Chiara di Pisa, dopo una prima valutazione sanitaria al pronto soccorso dell’ospedale San Luca di Lucca.

Una vicenda che avrebbe potuto avere conseguenze ben più gravi e che si inserisce in una sequenza di episodi analoghi verificatisi nell’arco di poche ore. Un susseguirsi di emergenze che riporta al centro dell’attenzione un pericolo tanto insidioso quanto difficile da riconoscere: il monossido di carbonio, un gas incolore e inodore, capace di accumularsi negli ambienti domestici senza lasciare segnali immediatamente percepibili.

A richiedere inizialmente l’intervento dei soccorritori è stato il padre, un uomo di 30 anni, le cui condizioni hanno reso necessario il trasferimento in codice giallo all’ospedale San Luca. Sul posto sono intervenute inizialmente l’automedica di Lucca e un’ambulanza della Croce Verde. Con il procedere degli accertamenti e il riscontro della presenza di monossido di carbonio nell’abitazione, la situazione ha assunto contorni più preoccupanti: anche la moglie, 34 anni, e i due bambini sono stati accompagnati in ospedale, in questo caso in codice verde.

La valutazione dei sanitari ha quindi portato alla decisione di trasferire l’intero nucleo familiare a Pisa, dove i quattro sono stati presi in carico per il trattamento in camera iperbarica. A supporto delle operazioni è intervenuta anche un’ambulanza infermieristica proveniente da Borgo a Mozzano.

La famiglia, originaria della Nigeria, è stata dunque sottoposta alle cure necessarie dopo l’esposizione al gas. Parallelamente sono scattati gli accertamenti tecnici dei vigili del fuoco, intervenuti nell’abitazione per individuare la provenienza del monossido e ricostruire le circostanze che hanno determinato l’intossicazione. La presenza del gas è stata rilevata all’interno della casa, ma resta da chiarire quale sia stata la causa della sua diffusione e quale apparecchio o impianto possa averla provocata.

L’episodio di Ponte a Moriano assume un significato ancora più rilevante alla luce della frequenza con cui, nelle ultime ore, si stanno verificando casi di intossicazione. Non si tratta soltanto di singole emergenze sanitarie, ma di una serie di campanelli d’allarme che richiamano l’importanza della prevenzione, soprattutto nelle abitazioni, dove impianti di riscaldamento, caldaie, stufe e sistemi di combustione possono diventare, in presenza di guasti o di una ventilazione inadeguata, potenziali fonti di rischio.

Il monossido di carbonio è particolarmente pericoloso proprio perché non si vede e non si avverte attraverso l’olfatto. Può provocare mal di testa, nausea, vertigini, debolezza e confusione, sintomi facilmente confondibili con quelli di altri disturbi. Nei casi più gravi può compromettere rapidamente le funzioni vitali, con conseguenze potenzialmente fatali. I bambini, per la loro età e per la maggiore vulnerabilità, rappresentano una categoria particolarmente esposta.

Il trasferimento in camera iperbarica è una delle misure terapeutiche utilizzate nei casi di intossicazione da monossido: attraverso la somministrazione di ossigeno ad alta concentrazione e pressione, consente di favorire l’eliminazione del gas dall’organismo e il ripristino dell’ossigenazione dei tessuti.

Resta ora da stabilire che cosa sia accaduto nell’abitazione di Ponte a Moriano. Gli accertamenti dei vigili del fuoco saranno determinanti per individuare l’origine della presenza del gas e verificare eventuali anomalie negli impianti o negli apparecchi domestici. Intanto, per una famiglia con due bambini ancora piccolissimi, quella che doveva essere una notte come tante si è trasformata in un’emergenza sanitaria che ha richiesto l’intervento di più mezzi di soccorso e il trasferimento in una struttura specializzata.

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