3 Ottobre 2026, sabato
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Trento, 17enne arrestato per terrorismo: in casa armi, propaganda suprematista e manuali per fabbricare ordigni

Il giovane era monitorato dalla polizia per la sua attività sui canali dell’estremismo suprematista. Nella sua abitazione trovati vessilli neonazisti, armi bianche e da soft air, documenti operativi e materiale propagandistico. Nelle chat sarebbero emersi propositi di violenza contro ebrei, immigrati, omosessuali, magistrati e politici

Un arsenale di armi bianche, materiale di propaganda neonazista e suprematista, manuali con istruzioni per la fabbricazione di ordigni e documenti dedicati alle tecniche operative per aggredire e colpire persone. È quanto la polizia avrebbe trovato nell’abitazione di un ragazzo di 17 anni residente in provincia di Trento, arrestato con l’accusa di detenzione di materiale con finalità di terrorismo.

L’indagine è partita nell’autunno del 2025, nell’ambito delle attività di monitoraggio dei canali riconducibili agli ambienti suprematisti. Secondo gli investigatori, il giovane avrebbe progressivamente manifestato una forte adesione alla propaganda dell’estrema destra radicale, arrivando a definire “eroi” i cosiddetti terroristi bianchi e a giustificarne le azioni attraverso il richiamo alla presunta difesa della razza bianca.

Un’attività che, secondo quanto emerso dagli accertamenti, non sarebbe rimasta confinata alla sfera personale. Il 17enne avrebbe infatti diffuso numerosi contenuti propagandistici e celebrativi legati all’ideologia suprematista, accelerazionista e neonazista, pubblicando anche materiali riferibili all’Atomwaffen Division, gruppo terroristico statunitense noto per la sua ideologia neonazista e suprematista.

Gli investigatori avrebbero inoltre ricostruito un suo ruolo all’interno di una community presente sui social network, il “F.F.I. Fronte Fascista Italiano”. Il ragazzo avrebbe ricoperto l’incarico di “Vice Capo”, con una funzione descritta come operativa e legata alla selezione di potenziali nuovi aderenti.

Le armi e il materiale sequestrato

Il quadro si è ulteriormente aggravato con la perquisizione domiciliare. All’interno dell’abitazione sono stati trovati diversi vessilli neonazisti e suprematisti, insieme a numerose armi bianche: katane, machete e coltelli di varie dimensioni. Gli agenti hanno inoltre sequestrato balestre, pistole e fucili da soft air.

Tra il materiale acquisito figurano anche fogli manoscritti in formato A4, sui quali erano presenti disegni, simboli ed emblemi riconducibili all’ideologia suprematista.

Ma è soprattutto il contenuto digitale ad avere fornito, secondo gli investigatori, gli elementi più rilevanti dell’indagine. L’analisi dei telefoni cellulari avrebbe consentito di individuare una consistente quantità di materiale di propaganda e documentazione operativa.

Tra i file sequestrati figurerebbero manuali dedicati alla fabbricazione di ordigni artigianali, un testo tradotto dal cirillico con indicazioni relative a sostanze chimiche aggressive, una guida sulle modalità di esecuzione di attentati terroristici mediante veicoli pesanti e un elenco di veleni mortali. Sono stati inoltre individuati manuali sul maneggio delle armi da fuoco e un documento contenente istruzioni e tecniche relative al pedinamento, all’attacco e all’uccisione di bersagli umani.

Il riferimento alla strage di Christchurch

Nel materiale acquisito dalla polizia sarebbe comparso anche il video integrale dell’attentato terroristico compiuto a Christchurch, in Nuova Zelanda, nel 2019 da Brenton Tarrant. Il filmato, secondo gli investigatori, era accompagnato da messaggi nei quali l’autore della strage veniva indicato come un modello da emulare.

Tra i documenti sequestrati anche l’Haters Handbook, manifesto attribuito al collettivo terroristico MMC, acronimo di Maniacs Murder Cult.

Particolarmente significativo, nell’ambito dell’indagine, sarebbe poi il contenuto di alcune conversazioni. Gli investigatori avrebbero trovato riferimenti a un possibile e imminente passaggio all’azione, con espliciti propositi di utilizzare armi artigianali e di ricorrere alla violenza contro specifiche categorie di persone. Tra i bersagli indicati nelle conversazioni comparirebbero ebrei, immigrati, omosessuali, magistrati e politici.

Per gli inquirenti, l’insieme degli elementi raccolti avrebbe quindi delineato un quadro che andava oltre la semplice esposizione a contenuti estremisti, mettendo in relazione propaganda, documentazione operativa, disponibilità di strumenti offensivi e conversazioni nelle quali sarebbe stato prospettato il ricorso alla violenza.

Il 17enne è stato arrestato in flagranza di reato e trasferito presso il Centro di prima accoglienza di Treviso. Nella mattinata di ieri l’arresto è stato convalidato dall’autorità giudiziaria.

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