3 Ottobre 2026, sabato
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Roma, salme ridotte senza completa mineralizzazione: Ama licenzia sette dipendenti

Irregolarità nei cimiteri Flaminio-Prima Porta e Maccarese: altri quattro lavoratori sospesi. In alcuni casi le salme sarebbero state trasferite nelle cassette ossario prima del completamento del processo di decomposizione. Gli atti saranno trasmessi alla magistratura

Sette licenziamenti e quattro sospensioni dal servizio. È il bilancio dei procedimenti disciplinari avviati da Ama dopo gli accertamenti sulle attività svolte da alcune squadre di operatori nei cimiteri Flaminio-Prima Porta e Maccarese. Al centro della vicenda ci sono le procedure di riduzione delle salme, che in alcuni casi sarebbero state eseguite prima che fosse completata la mineralizzazione.

Un passaggio tecnico, ma tutt’altro che secondario. La mineralizzazione è infatti il naturale processo di decomposizione dei tessuti del corpo che conduce alla progressiva trasformazione della salma in resti ossei. Soltanto quando questo processo è completato è possibile procedere alla riduzione e alla collocazione dei resti in una cassetta ossario secondo le procedure previste dalla normativa.

Gli accertamenti interni di Ama hanno rilevato, in alcuni casi, che la riduzione sarebbe avvenuta nonostante la mancata completa mineralizzazione delle salme. Una circostanza che ha fatto scattare i procedimenti disciplinari nei confronti degli operatori coinvolti e, in base alle diverse responsabilità individuate dall’azienda, ha portato ai provvedimenti adottati.

La procedura e il nodo dei tempi

La normativa stabilisce che la trasposizione dei resti nell’ossario possa avvenire, in via ordinaria, dopo 30 anni dalla tumulazione. Quando invece la salma non risulta ancora completamente mineralizzata, occorre procedere con una diversa operazione cimiteriale, che comporta modalità operative e costi differenti.

La distinzione ha anche una conseguenza concreta per le famiglie. La riduzione consente infatti di trasferire i resti in una cassetta di dimensioni molto più contenute rispetto alla sepoltura originaria, liberando lo spazio occupato dalla precedente sistemazione e riducendo, di conseguenza, i costi legati al mantenimento della salma nella sepoltura precedente.

È proprio su questo passaggio che si concentra la vicenda emersa nei due cimiteri romani. Gli accertamenti di Ama hanno portato a distinguere le singole posizioni sulla base del livello di responsabilità riscontrato.

Sette licenziamenti, quattro sospensioni

Al termine dei procedimenti disciplinari, l’azienda ha disposto il licenziamento di sette dipendenti e la sospensione dal servizio per altri quattro. Ama sottolinea che le decisioni sono state assunte tenendo conto delle differenti responsabilità emerse durante gli accertamenti.

La vicenda, però, non si ferma ai provvedimenti interni. Gli atti saranno infatti trasmessi all’Autorità giudiziaria e al sindaco di Roma, come previsto dal Regolamento di Polizia Mortuaria, affinché siano effettuati gli eventuali ulteriori accertamenti di competenza.

Ora spetterà dunque alla magistratura valutare gli elementi raccolti e stabilire se, oltre alle responsabilità disciplinari già contestate dall’azienda, emergano anche eventuali profili di rilevanza penale.

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