24 Settembre 2026, giovedì
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Droni russi in Moldavia, allarme in Europa: tra incursioni, sabotaggi e raid su Kiev

Quattro velivoli di Mosca entrano nello spazio aereo moldavo, uno esplode nel nord del Paese. In Polonia un incendio, ritenuto doloso, colpisce una stazione terrestre di Starlink. Allarme anche all’aeroporto di Berlino per un drone. Intanto la Russia intensifica i bombardamenti sull’Ucraina mentre Zelensky accusa Putin: «È il paziente zero».

La guerra in Ucraina torna a proiettare le sue ombre oltre i confini del campo di battaglia. Nel giro di poche ore si sono susseguiti episodi che hanno coinvolto direttamente o indirettamente diversi Paesi europei, dalla Moldavia alla Polonia, fino alla Germania. Incursioni di droni, un incendio considerato di probabile origine dolosa in una struttura strategica e un nuovo allarme in uno dei principali aeroporti tedeschi compongono un quadro nel quale la dimensione della guerra ibrida si intreccia sempre più strettamente con quella militare.

A lanciare l’allarme più diretto è stata la presidente moldava Maia Sandu. Secondo quanto denunciato dalla leader di Chisinau, quattro droni russi hanno violato lo spazio aereo della Moldavia durante l’attacco su larga scala condotto da Mosca contro l’Ucraina. Almeno uno dei velivoli sarebbe esploso nel nord del Paese.

«L’attacco massiccio della Russia contro l’Ucraina ha raggiunto di nuovo la Moldavia stamattina», ha scritto Sandu, sottolineando che «la guerra della Russia mette in pericolo tutta l’Europa». La presidente ha quindi ribadito il sostegno di Chisinau a Kiev e condannato l’offensiva russa.

L’incendio alla stazione Starlink in Polonia

Quasi contemporaneamente, in Polonia, un incendio ha interessato la stazione terrestre di Starlink a Wola Krobowska, nella regione della Mazovia. Le fiamme hanno danneggiato l’impianto di alimentazione elettrica e un generatore. Vigili del fuoco e forze dell’ordine sono intervenuti isolando l’area e mettendo sotto controllo il rogo.

L’incendio, secondo quanto riferito dagli ambienti investigativi, viene considerato di probabile origine dolosa e l’ipotesi presa in esame è quella del sabotaggio.

L’infrastruttura di Wola Krobowska riveste un ruolo significativo nella rete che consente di trasmettere traffico Internet in Polonia e in Ucraina. Un elemento che rende l’episodio particolarmente sensibile in un contesto nel quale le infrastrutture digitali sono diventate uno degli obiettivi della cosiddetta guerra ibrida.

Il vice primo ministro e ministro polacco per gli Affari digitali, Krzysztof Gawkowski, ha parlato di un «ulteriore elemento di guerra ibrida», definendo l’incendio un «tentativo deliberato di mettere fuori uso un importante nodo Internet».

Berlino, aeroporto fermo per 45 minuti

L’allerta è scattata anche in Germania. All’aeroporto di Berlino-Brandeburgo, mercoledì sera, le operazioni sono state sospese dopo l’avvistamento di un drone non identificato nei pressi della pista nord.

L’allarme è scattato intorno alle 20. Per circa 45 minuti lo spazio aereo dello scalo è rimasto chiuso, prima della graduale ripresa delle attività. Le conseguenze si sono riversate inevitabilmente sul traffico aereo: diversi voli sono stati dirottati verso Dresda.

Il caso si inserisce in una sequenza di avvistamenti che ha alimentato l’attenzione delle autorità tedesche. Secondo i media locali, Berlino-Brandeburgo è lo scalo che ha registrato il maggior numero di segnalazioni di droni in Germania nella prima metà dell’anno: circa 28 nei primi sei mesi, sette dei quali hanno provocato una sospensione temporanea delle operazioni. Nell’intero 2025 gli episodi registrati erano stati otto.

Otto morti nei nuovi raid russi

Mentre aumentano le tensioni sul fianco orientale dell’Europa, in Ucraina prosegue una delle fasi più intense dei bombardamenti russi. Il primo bilancio dei nuovi raid parla di almeno otto morti e diversi feriti.

Missili e droni hanno colpito soprattutto Kiev e Odessa, proprio mentre il presidente ucraino Volodymyr Zelensky interveniva a New York davanti all’Assemblea generale delle Nazioni Unite.

Nel suo intervento, Zelensky ha rivolto un attacco diretto a Vladimir Putin, definendolo «il paziente zero» e sostenendo che debba essere fermato. Tra gli obiettivi colpiti durante i raid ci sarebbe anche un centro congressi che ospita la sede del partito del presidente ucraino.

Poche ore dopo, una nuova ondata di missili ha colpito il territorio ucraino.

Zelensky: «La Russia non fermerà la guerra senza pressioni»

Il presidente ucraino ha affidato a Telegram un nuovo messaggio nel quale ha accusato Mosca di aver intensificato gli attacchi proprio mentre Kiev cercava di ottenere un rafforzamento della pressione internazionale sulla Russia.

«Oggi i russi hanno lanciato un attacco missilistico contro Kiev, proprio mentre, durante un incontro con i membri del Congresso, discutevamo della necessità di rafforzare le sanzioni», ha scritto Zelensky. «La Russia non porrà fine a questa guerra senza pressioni».

Il presidente ucraino ha quindi descritto una notte segnata dalle esplosioni e ha denunciato i danni provocati agli edifici residenziali, a un ospedale per parti, alle infrastrutture energetiche e alla logistica.

Per Zelensky, la prosecuzione degli attacchi dimostra che la pressione internazionale su Mosca non è ancora sufficiente. Da qui l’appello agli Stati Uniti affinché forniscano ulteriori sistemi di intercettazione missilistica e sostengano nuove sanzioni contro la Russia e contro i Paesi e i soggetti che contribuiscono alla sua capacità di finanziamento.

Varsavia accusa Mosca: «Minaccia alla stabilità internazionale»

Il tema della sicurezza europea è stato al centro anche dell’intervento del presidente polacco Karol Nawrocki alle Nazioni Unite. La Polonia, dopo le recenti tensioni legate alle attività russe e agli episodi che hanno interessato il territorio e le infrastrutture del Paese, continua a considerare la minaccia proveniente da Mosca una questione di sicurezza nazionale e continentale.

Nawrocki ha accusato la Russia di «destabilizzare la situazione in Europa» attraverso aggressioni, operazioni ibride, attività di sovversione e sabotaggio, sostenendo inoltre che Mosca ignori le risoluzioni dell’Assemblea generale dell’Onu.

«Il diritto internazionale vuole essere qualcosa di più di una dichiarazione priva di reale valore», ha affermato il presidente polacco, ribadendo al tempo stesso che Varsavia non cerca lo scontro.

Nel suo intervento, Nawrocki ha indicato nella Nato il «garante della sicurezza transatlantica» e ha sostenuto che le azioni russe siano dirette a «minare le fondamenta della stabilità internazionale».

Dalla Moldavia alla Polonia, dalla Germania all’Ucraina, gli episodi delle ultime ore restituiscono così l’immagine di un conflitto che continua a propagarsi ben oltre la linea del fronte. Droni, infrastrutture digitali, aeroporti e reti energetiche diventano parte dello stesso scenario di sicurezza, mentre la guerra in Ucraina continua a mettere alla prova la capacità europea di prevenire e contenere le conseguenze di una crisi ormai sempre più difficile da confinare ai soli territori direttamente coinvolti nei combattimenti.

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