Almeno tre persone sono morte e diverse altre sono rimaste ferite nei raid aerei condotti dall’aviazione pachistana nelle province orientali dell’Afghanistan, lungo la frontiera tra i due Paesi. Gli attacchi hanno interessato Kunar e Paktika, in un’area dove da tempo si concentrano le tensioni legate alla sicurezza e alla presenza di gruppi armati.
A riferire dell’operazione è l’emittente afgana Tolo News, che cita funzionari locali. Il bilancio più grave arriva dal distretto di Nurgal, nella provincia di Kunar, dove un attacco effettuato intorno alle 3 del mattino, ora locale, avrebbe provocato tre vittime e diversi feriti. Il bombardamento ha inoltre distrutto un edificio.
Poco dopo, intorno alle 4, altri due raid hanno colpito il distretto di Barmal, nella provincia di Paktika. Secondo le autorità locali, al momento non risultano vittime in seguito a questi attacchi.
La nuova escalation arriva a soli due giorni dall’attentato contro una struttura di polizia nel nord-ovest del Pakistan. Una sequenza di eventi che rischia di riaprire una ferita mai realmente rimarginata nei rapporti tra Islamabad e Kabul.
La frontiera resta infatti uno dei principali punti di attrito tra i due Paesi. Il Pakistan accusa da tempo gruppi armati presenti sul territorio afghano di utilizzare le aree di confine come base per preparare e condurre attacchi oltrefrontiera. Kabul ha ripetutamente respinto le accuse e contestato le operazioni militari pachistane sul proprio territorio.
Il nuovo episodio arriva inoltre dopo il confronto militare dello scorso febbraio, considerato uno dei momenti più gravi degli ultimi anni nelle relazioni tra Pakistan e Afghanistan. In questo contesto, i raid di Kunar e Paktika assumono un significato che va oltre il bilancio, ancora provvisorio, delle vittime: il rischio è che la spirale di accuse, attentati e rappresaglie torni a trasformare una crisi di sicurezza lungo il confine in una più ampia crisi diplomatica e militare.
