22 Settembre 2026, martedì
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Università, sanità e caro carburanti: il Pd alza il tiro contro il governo

Dalle risorse per gli atenei al diritto alla salute, fino all’impennata dei prezzi alla pompa, tre esponenti dem contestano le politiche dell’esecutivo Meloni e chiedono interventi più incisivi

È un attacco su più fronti quello che arriva dal Partito democratico, che nelle ultime ore ha concentrato le proprie critiche su tre dossier destinati a incidere direttamente sulla vita quotidiana di studenti, famiglie, lavoratori e imprese: il finanziamento dell’università pubblica, la tutela della salute nei centri di permanenza per il rimpatrio e il caro carburanti.

Sul primo fronte è intervenuto il deputato dem D’Attorre, che ha contestato duramente le parole della ministra dell’Università Anna Maria Bernini in risposta all’intervento della segretaria del Pd Elly Schlein al congresso dell’UDU. Secondo D’Attorre, la ministra avrebbe fornito una rappresentazione distorta dei dati sul finanziamento del sistema universitario, perdendo di vista le condizioni concrete degli atenei.

Il punto centrale della contestazione riguarda il rapporto tra risorse destinate all’università e prodotto interno lordo. Per D’Attorre, è questo il parametro più significativo per valutare l’effettivo impegno di un governo, soprattutto in una fase caratterizzata dal ritorno dell’inflazione. La sua accusa è netta: durante l’attuale legislatura il finanziamento dell’università pubblica sarebbe diminuito in rapporto al Pil.

Il deputato del Pd sostiene inoltre che, se il Fondo di finanziamento ordinario fosse stato semplicemente mantenuto rispetto al Pil ai livelli dell’inizio della legislatura, gli atenei avrebbero oggi a disposizione circa un miliardo di euro in più. Una dinamica che, nella sua lettura, porterebbe il taglio in termini reali dell’FFO, alla fine della legislatura, vicino al 15 per cento.

La questione non riguarda però soltanto i bilanci delle università. D’Attorre richiama anche il tema del diritto allo studio, destinato a risentire della conclusione delle risorse legate al PNRR. La riduzione indicata è di 174 milioni di euro. Il rischio, sostiene il parlamentare dem, è che torni a crescere il numero degli studenti idonei a ricevere una borsa di studio ma rimasti privi del beneficio per insufficienza delle risorse disponibili.

Ancora più delicato, nella denuncia del Pd, è il capitolo degli alloggi universitari. L’obiettivo fissato nell’ambito del PNRR era la realizzazione di 60 mila nuovi posti letto. Secondo D’Attorre, alla scadenza del piano ne risultavano realizzati circa 33 mila. Il parlamentare invita inoltre la ministra a verificare direttamente le condizioni degli studentati realizzati da operatori privati con il sostegno di risorse pubbliche, sostenendo che in diversi casi le tariffe sarebbero pari o superiori a quelle già praticate dal mercato.

Una contestazione che si inserisce nel più ampio confronto politico sul costo dell’istruzione universitaria e sull’effettiva accessibilità degli studi per le nuove generazioni.

Dal mondo dell’università a quello della sanità, il Pd torna poi sul tema dei medici impegnati nelle valutazioni sanitarie relative alle persone trattenute nei CPR. Marina Sereni, responsabile Salute nella segreteria nazionale del partito, ha espresso solidarietà agli infettivologi oggetto, a suo giudizio, di una campagna denigratoria e intimidatoria.

La posizione di Sereni parte da un principio che considera non negoziabile: il rispetto dell’autonomia professionale del medico. La dirigente dem richiama il giuramento professionale e il dovere dei sanitari di esercitare la medicina secondo scienza e coscienza, valutando autonomamente le condizioni di salute delle persone sottoposte a esame.

Il riferimento è alle condizioni di permanenza nei Centri di permanenza per il rimpatrio, strutture che, secondo Sereni, presentano condizioni di vita particolarmente difficili e possibilità di assistenza sanitaria limitate. Da qui la richiesta di non sovrapporre il ruolo del medico alle esigenze delle politiche di sicurezza.

Sereni cita inoltre l’articolo 32 della Costituzione, che riconosce la salute come diritto fondamentale dell’individuo. La sua posizione è che la valutazione delle fragilità e la presa in carico delle persone malate debbano restare al centro dell’attività sanitaria, indipendentemente dalla condizione giuridica del paziente.

Sul terzo fronte, quello economico, il Pd punta invece il dito contro il caro carburanti. Antonio Casella, coordinatore dei circoli Pd Trasporti, interviene sui dati diffusi dal Codacons e denuncia una situazione che considera ormai difficilmente sostenibile per famiglie e imprese.

Il riferimento è ai prezzi raggiunti dal gasolio, che secondo i dati richiamati da Casella arriverebbero in alcuni distributori autostradali a sfiorare i 2,90 euro al litro, mentre sulla rete ordinaria alcuni impianti avrebbero superato i 3 euro.

Numeri che, nella lettura del coordinatore dem, non possono essere archiviati come una semplice conseguenza delle dinamiche di mercato. Casella richiama anche l’attività dell’Antitrust, secondo quanto riferito dal Codacons, e sostiene che l’eventuale assenza di irregolarità nella formazione dei prezzi non possa coincidere con l’assenza di iniziativa politica.

La richiesta del Pd è duplice: un intervento immediato per contenere l’impatto dei rincari e, parallelamente, una strategia strutturale capace di ridurre la vulnerabilità di famiglie e imprese rispetto alle oscillazioni del mercato energetico.

Tra le proposte avanzate da Casella c’è anche un intervento sugli extraprofitti, con l’ipotesi di un contributo straordinario a carico delle aziende che, in una fase di emergenza energetica e prezzi particolarmente elevati, abbiano registrato profitti eccezionali. Le risorse, nella sua impostazione, dovrebbero essere utilizzate per sostenere le fasce maggiormente esposte all’aumento dei costi.

Il filo che unisce le tre prese di posizione è dunque la richiesta di una maggiore presenza dello Stato. Per D’Attorre si traduce in più risorse per università e diritto allo studio, per Sereni nella difesa dell’autonomia dei medici e del diritto alla salute, per Casella in un’azione più incisiva contro l’impatto del caro carburanti.

Tre questioni diverse, ma accomunate dalla stessa contestazione politica: secondo il Pd, il governo dovrebbe misurare le proprie politiche non soltanto attraverso gli annunci e i dati aggregati, ma anche attraverso gli effetti concreti sulle persone. Studenti che cercano un alloggio, pazienti sottoposti a valutazioni sanitarie e cittadini che ogni giorno devono fare i conti con il costo del pieno diventano così, nella narrazione dem, il banco di prova dell’azione dell’esecutivo.

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