Un’Europa chiamata a scegliere da che parte stare, a difendere la propria autonomia e a non arretrare sui diritti. Nel suo discorso sullo Stato dell’Unione davanti al Parlamento europeo riunito in sessione plenaria, Ursula von der Leyen ha tracciato un quadro nel quale le sfide interne e quelle internazionali finiscono per intrecciarsi: la tenuta delle democrazie, la competitività economica, l’intelligenza artificiale, la gestione dei flussi migratori e la tutela dei cittadini più vulnerabili.
Il messaggio politico della presidente della Commissione è netto. «La nostra scelta è chiara», ha detto. La domanda, secondo von der Leyen, è se l’Europa voglia essere «forte e indipendente» e capace di difendere i propri valori nel mondo oppure consentire che le sue democrazie vengano indebolite da «rappresentanti e burattini degli autoritari».
Nel mirino finiscono fenomeni diversi, che la presidente riconduce però a una medesima minaccia per l’integrazione europea. «Che si tratti degli ultranazionalisti o degli antieuropei, che si tratti dell’ingerenza russa o della disinformazione, i nomi possono essere diversi, ma il loro obiettivo è lo stesso», ha affermato. «Disprezzano i nostri valori e vogliono frantumare la nostra unità europea».
Da qui l’appello a non limitarsi alla reazione. «Non limitiamoci a opporci a tutto ciò, ma lottiamo insieme per la nostra idea di Europa», ha scandito.
Diritti delle donne, nessun passo indietro
La difesa dei valori europei, nel discorso di von der Leyen, passa anche dalla questione dei diritti delle donne. «Oggi i nostri valori fondamentali vengono messi in discussione», ha affermato, avvertendo del rischio di un arretramento su conquiste che considera ormai parte integrante dell’identità europea.
«Alcuni vogliono persino farci arretrare sui diritti delle donne. Riportarci a un’epoca in cui le donne erano cittadine di seconda classe», ha dichiarato.
Von der Leyen ha ricordato le battaglie per la parità di trattamento, le pari opportunità e la parità salariale. «Le donne sono qui per restare. Difenderemo i nostri diritti. E continueremo a difendere i nostri valori ogni singolo giorno», ha aggiunto.
Economia, la sfida del mercato unico
Al centro dell’agenda europea resta però anche la crescita. «Rilanciare l’economia europea è la nostra priorità assoluta», ha sottolineato la presidente della Commissione, indicando nel mercato unico, nell’industria e nei servizi europei alcune delle principali leve su cui puntare.
Il problema, secondo von der Leyen, è che il mercato unico resta ancora troppo frammentato. Servono quindi nuove riforme per completarne la realizzazione, con l’obiettivo di arrivare alla piena attuazione entro la fine del prossimo anno.
Una partita che Bruxelles considera decisiva in un contesto internazionale nel quale la capacità industriale, tecnologica e commerciale è sempre più legata anche alla sicurezza economica.
Intelligenza artificiale, Bruxelles chiama i grandi laboratori
Un capitolo specifico è stato dedicato all’intelligenza artificiale, uno dei terreni sui quali l’Europa punta a costruire un proprio ruolo nella definizione delle regole globali.
«L’AI Act è un elemento cruciale e pone l’Europa nella posizione di poter orientare gli sforzi globali su come affrontare la questione», ha detto von der Leyen.
La Commissione intende rafforzare la cooperazione con Paesi come Canada e Regno Unito, concentrandosi sulla valutazione dei modelli, sulle verifiche, sui sistemi di allerta precoce e sulla sicurezza dell’IA.
La presidente ha inoltre annunciato l’intenzione di convocare «i principali laboratori all’avanguardia» per aprire un confronto su come accompagnare l’innovazione senza perdere terreno rispetto alla velocità dello sviluppo tecnologico.
Ondate di calore, un piano europeo
Dalla tecnologia al clima, un altro passaggio del discorso ha riguardato l’impatto delle temperature estreme sulla popolazione.
«Presto presenteremo anche un piano europeo contro le ondate di calore», ha annunciato von der Leyen, indicando alcune priorità: sistemi di allerta più efficaci, maggiore preparazione sanitaria, adattamento delle città, soluzioni per il raffrescamento e sostegno alle persone più vulnerabili.
La presidente ha citato anche il bilancio umano delle temperature estreme, parlando di «più di 35mila morti aggiuntivi durante le ondate di calore» e di strutture come case di riposo e ospedali «pericolosamente surriscaldati».
«Sono stati i mesi estivi più caldi di sempre, ma probabilmente i più freschi degli anni a venire», ha aggiunto, sintetizzando così la prospettiva con cui l’Europa guarda all’adattamento ai cambiamenti climatici.
Canada, una nuova alleanza con l’Europa
Nel capitolo dedicato alla politica estera e alle partnership internazionali, von der Leyen ha rivolto un messaggio diretto al premier canadese Mark Carney, presente in Aula.
«Dobbiamo ripensare urgentemente le nostre partnership», ha dichiarato, proponendo di aprire la strada al Canada affinché diventi «il primo membro associato dell’Ue».
L’idea è quella di ampliare la cooperazione oltre l’attuale quadro commerciale. «Uniremo volontariamente le nostre forze. Passeremo dal Ceta a un’Alleanza per il futuro per creare uno spazio comune di prosperità e sicurezza economica», ha spiegato.
Un rapporto che, nelle parole della presidente della Commissione, non dovrebbe essere costruito in funzione di un avversario. «Questa è una partnership non contro qualcun altro, ma per la nostra forza comune», ha sottolineato.
Ceuta è Europa, nuova risposta alle emergenze migratorie
Anche la gestione delle frontiere esterne ha trovato spazio nel discorso. Von der Leyen ha voluto rivolgersi direttamente alla Spagna sul caso di Ceuta.
«Tutte le nostre frontiere esterne sono frontiere europee», ha affermato. E poi il messaggio rivolto agli spagnoli: «La frontiera di Ceuta è una frontiera europea. Perché Ceuta è Spagna. Ceuta è Europa. E l’Europa sarà al vostro fianco».
La presidente ha collegato gli eventi dell’estate alla necessità di aggiornare gli strumenti europei per affrontare situazioni eccezionali, soprattutto quando i movimenti di massa vengono, secondo la sua definizione, «orchestrati e strumentalizzati a fini politici».
Da qui la proposta di un nuovo «Strumento europeo di risposta alle emergenze», destinato a rafforzare la capacità dell’Unione di intervenire in scenari caratterizzati da pressioni improvvise alle frontiere.
Minori e social, Bruxelles prepara l’Eu Kids Act
L’ultimo fronte riguarda il rapporto tra minori e piattaforme digitali. Von der Leyen ha annunciato che la Commissione proporrà l’Eu Kids Act, con un sistema di protezione articolato in base all’età.
La linea annunciata prevede il divieto di utilizzo dei social media per i minori di 13 anni e nessun account personale per i minori di 15 anni.
Per la fascia compresa tra 13 e 15 anni, secondo la proposta illustrata dalla presidente, sarebbero consentiti soltanto mini-account creati e supervisionati dai genitori, caratterizzati da funzionalità limitate e restrizioni sui tempi di utilizzo.
È un ulteriore tassello della strategia europea sulla sicurezza digitale, inserito da von der Leyen in un discorso che ha tenuto insieme questioni apparentemente lontane tra loro ma ricondotte a un’unica direttrice: la capacità dell’Europa di proteggere i propri cittadini, sostenere la propria economia e preservare la propria autonomia in un mondo sempre più competitivo e instabile.
