L’intelligenza artificiale si prepara a conquistare un posto di primo piano nell’agenda delle Nazioni Unite. La prossima settimana, in occasione dell’Assemblea Generale dell’Onu, il tema sarà al centro del confronto internazionale e potrebbe approdare anche al Consiglio di Sicurezza, chiamato ad affrontare il rapporto sempre più stretto tra sviluppo dell’AI e sicurezza globale.
A riferirlo è una fonte diplomatica francese, citata dai media transalpini, secondo la quale l’intelligenza artificiale sarà «in cima all’agenda» dell’Assemblea Generale. Un’indicazione che conferma quanto rapidamente la questione sia passata dai tavoli degli esperti tecnologici a quelli della diplomazia internazionale.
La stessa fonte ha anticipato che «dovrebbe esserci una riunione del Consiglio di Sicurezza dedicata all’intelligenza artificiale e alla sicurezza». Un appuntamento che, se confermato, segnerebbe un ulteriore passo nel tentativo delle Nazioni Unite di misurarsi con una tecnologia capace di incidere non soltanto sull’economia e sulla società, ma anche sugli scenari strategici e militari.
L’AI è infatti diventata una componente sempre più rilevante della competizione tra Stati. Dalla capacità di elaborare enormi quantità di informazioni allo sviluppo di sistemi autonomi, dalla cybersicurezza alla guerra elettronica, le applicazioni dell’intelligenza artificiale stanno modificando il modo in cui vengono valutate minacce e opportunità sul piano internazionale.
La discussione all’Onu arriva dunque in una fase delicata. La rapidità dell’innovazione tecnologica corre più velocemente della definizione di regole condivise, mentre governi e istituzioni cercano un equilibrio tra la necessità di favorire lo sviluppo dell’AI e quella di limitarne i possibili rischi.
Portare il tema davanti al Consiglio di Sicurezza significa, soprattutto, riconoscere che l’intelligenza artificiale non è più soltanto una questione tecnologica. È diventata anche una questione di potere, stabilità e sicurezza internazionale. E le Nazioni Unite si apprestano a discuterne nel luogo in cui le principali crisi globali vengono tradizionalmente affrontate.
