2 Ottobre 2026, venerdì
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La Via Maestra torna in piazza: Cgil e società civile mobilitate il 17 ottobre a Roma

Costituzione, pace, lavoro e redistribuzione al centro della nuova mobilitazione. Oltre cento associazioni rilanciano l’alleanza sociale e chiamano alla partecipazione contro disuguaglianze, autonomia differenziata e riforme considerate divisive

La Via Maestra torna a mobilitarsi e dà appuntamento a Roma per una nuova grande manifestazione nazionale. Sabato 17 ottobre, la Cgil, insieme a oltre cento associazioni e a numerose realtà della società civile che stanno aderendo all’alleanza, scenderà in piazza per rilanciare un’idea di partecipazione sociale fondata sulla piena attuazione della Costituzione.

La decisione è arrivata dall’assemblea della Via Maestra, che ha scelto di riaprire la stagione della mobilitazione mettendo al centro alcuni dei temi considerati decisivi per il futuro del Paese: la difesa della Carta costituzionale, la pace, la qualità del lavoro, la crescita dei salari, il contrasto alle disuguaglianze e la costruzione di un sistema fiscale realmente progressivo.

Accanto a questi obiettivi, l’alleanza rivendica un welfare universalistico, considerato uno degli strumenti fondamentali per garantire coesione sociale e ridurre le disparità. Una piattaforma che tiene insieme dunque diritti costituzionali e condizioni materiali di vita, con particolare attenzione al lavoro e alla distribuzione della ricchezza.

Ma la manifestazione del 17 ottobre avrà anche un preciso significato sul terreno delle riforme istituzionali. La Via Maestra intende infatti ribadire la propria contrarietà all’autonomia differenziata e alla riforma della legge elettorale, inserendo queste battaglie all’interno di una più ampia opposizione a quelle che le organizzazioni promotrici definiscono trasformazioni capaci di modificare gli equilibri della Repubblica.

Secondo l’alleanza, senza la mobilitazione promossa in questi anni, alcuni passaggi del processo di riforma istituzionale sarebbero già arrivati a compimento. Nel mirino finiscono in particolare il premierato, indicato come un rischio per l’impianto della Repubblica parlamentare, gli interventi sulla giustizia e l’autonomia differenziata, considerata una possibile fonte di ulteriori fratture territoriali.

La scelta di tornare in piazza non viene quindi presentata soltanto come una nuova tappa della protesta sindacale, ma come il tentativo di costruire un fronte sociale più ampio e stabile. L’obiettivo dichiarato è rinsaldare e allargare l’alleanza, coinvolgendo associazioni, movimenti e realtà civiche attorno a una piattaforma comune.

La Via Maestra prova così a trasformare il malessere su salari, disuguaglianze, servizi pubblici e diritti in una nuova stagione di partecipazione. Il 17 ottobre sarà il primo appuntamento di questa fase: una manifestazione che punta a riportare al centro del dibattito nazionale non soltanto le rivendicazioni del mondo del lavoro, ma anche l’idea di quale debba essere il modello sociale e istituzionale del Paese.

La parola d’ordine è dunque ripartire dalla società e dalla Costituzione, allargando il perimetro della mobilitazione. Con una sfida precisa: trasformare l’alleanza costruita negli ultimi anni in un protagonismo sociale permanente, capace di incidere sulle scelte politiche e di dare rappresentanza alle domande di uguaglianza, diritti e partecipazione.

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