Le linee di produzione di Stellantis a Mirafiori si fermano per tre giorni, dal 2 al 4 settembre. Una pausa che, in questo caso, racconta una storia diversa da quella più consueta degli stabilimenti automobilistici alle prese con una domanda debole: a mandare in affanno la produzione è infatti la richiesta di vetture ibride, risultata superiore alle previsioni.
L’azienda ha comunicato ai delegati dello stabilimento torinese la sospensione delle attività, spiegando che all’origine dello stop c’è la mancanza di alcuni componenti necessari alla realizzazione dei motori delle vetture ibride. Un collo di bottiglia che impedisce alle catene di montaggio di mantenere il ritmo richiesto dal mercato.
La dinamica, dunque, è quasi paradossale: gli ordini ci sono, ma la produzione non riesce a seguirli. Stellantis ha chiarito che la richiesta di vetture ibride ha superato i livelli produttivi inizialmente programmati, creando una pressione sulla disponibilità dei componenti e, a cascata, sulle attività dello stabilimento.
«Mancano i componenti legati ai motori perché c’è una richiesta di ordini di vetture ibride maggiore rispetto alla produzione», ha spiegato il gruppo.
Il nodo dei motori
Il problema non riguarda soltanto Mirafiori. A essere coinvolto è anche lo stabilimento Teksid di Carmagnola, dove viene realizzata una parte dei motori destinati alle vetture.
Secondo Stellantis, il sito produttivo è attualmente dimensionato per un livello di produzione che non è sufficiente a soddisfare la domanda. In altre parole, il mercato ha accelerato più rapidamente della capacità industriale predisposta per assecondarlo.
Il gruppo ha quindi avviato un intervento per riallineare la produzione dei motori alle nuove esigenze del mercato. L’obiettivo dichiarato è adeguare i livelli produttivi alla domanda, intervenendo proprio su quel segmento della filiera che oggi rappresenta il principale limite alla continuità delle attività.
Lo stop di Mirafiori assume così un significato particolare. In una fase delicata per l’industria automobilistica e per il futuro degli impianti italiani, la sospensione delle linee non nasce questa volta dalla mancanza di commesse, ma da una capacità produttiva che deve essere rapidamente adattata a una domanda di ibride superiore alle attese.
Per Mirafiori saranno tre giorni di fermo. Per Stellantis, invece, la sfida è fare in modo che, una volta riavviate le linee, la produzione possa finalmente tenere il passo degli ordini.
