La guerra torna a infiammarsi su entrambi i fronti, con una notte segnata da una raffica di attacchi aerei e droni che ha colpito obiettivi in Ucraina e sul territorio russo. Mentre Mosca ha intensificato i bombardamenti contro diverse aree ucraine, Kiev ha portato un raid di particolare rilievo nel cuore dell’apparato logistico russo, prendendo di mira un grande centro di distribuzione di Ozon, uno dei principali colossi dell’e-commerce del Paese.
L’attacco ucraino ha interessato un sito nella regione di Samara, dove un incendio si è sviluppato all’interno della struttura. Secondo quanto riferito dall’agenzia Tass, l’azienda ha disposto in pochi minuti l’evacuazione di oltre 500 dipendenti. Il bilancio, tuttavia, non si sarebbe fermato ai danni materiali: sono state segnalate vittime e diversi feriti, come confermato dal governatore regionale Vyacheslav Fedorishchev.
Il raid assume un significato particolare perché, secondo le prime informazioni, rappresenta un’azione mirata contro un’infrastruttura di Ozon, gigante della logistica e del commercio online russo, secondo per dimensioni a Wildberries. Un obiettivo che va oltre il semplice valore simbolico: colpire i grandi hub logistici significa infatti puntare a una componente essenziale della macchina economica e distributiva russa.
La risposta russa: Kiev sotto attacco
Contemporaneamente, nella notte, l’Ucraina è stata nuovamente investita da una serie di attacchi russi. La capitale Kiev è stata tra le aree maggiormente colpite. Dopo la diffusione dell’allarme missilistico, l’amministrazione militare della città ha comunicato la presenza di un incendio in un magazzino e ha riferito di almeno una persona uccisa e diversi feriti.
Un secondo bilancio drammatico è arrivato da Zaporizhzhia, dove un drone russo ha colpito un’area della città provocando la morte di un uomo e il ferimento di altre quattro persone. A riferirlo è stato Ivan Fedorov, capo dell’amministrazione militare regionale.
Il bilancio complessivo delle vittime ucraine della notte è dunque salito ad almeno due morti, mentre numerose persone sono rimaste ferite. Numeri che si aggiungono a una giornata già particolarmente sanguinosa.
Venerdì il bilancio più pesante
Nelle ore precedenti, infatti, una serie di bombardamenti russi aveva provocato almeno 20 vittime in Ucraina. Tra gli episodi più gravi, l’attacco con un drone contro un centro commerciale affollato di Kryvyi Rig, città natale del presidente ucraino Volodymyr Zelensky, dove hanno perso la vita 16 persone.
La sequenza degli attacchi conferma così una dinamica ormai consolidata del conflitto: da una parte Mosca continua a colpire infrastrutture e centri abitati ucraini con missili e droni; dall’altra Kiev cerca sempre più spesso di portare la guerra oltre i propri confini, prendendo di mira strutture strategiche all’interno della Russia.
Il fronte, insomma, si allarga ancora una volta. E la notte appena trascorsa restituisce l’immagine di una guerra nella quale la distanza tra obiettivi militari, infrastrutture economiche e aree civili appare sempre più sottile.
